La puzza di Eni è nociva

La puzza di Eni è nociva

22 luglio 2018 Non attivi Di Staff

Quello che i tarantini hanno respirato dal 17 al 19 luglio non era solo una lieve puzza che ha causato qualche fastidio olfattivo e nulla più, come il comunicato di Eni vuole far credere. Minimizzazione che Eni ha continuato a sostenere anche alla delegazione di associazioni che il giorno 18 si è recata alla raffineria per chiedere chiarimenti. In tale occasione, a domanda precisa, i tecnici di Eni hanno risposto che ci sono anche puzze non nocive. Noi possiamo adesso dire che non è questo il caso, cio che abbiamo respirato è molto NOCIVO. È ARPA che lo certifica, infatti nella sua relazione in merito dice: ” le centraline hanno evidenziato incrementi delle concentrazioni di alcuni inquinanti (Idrogeno solforato, benzene, DMS) di tipo odorigeno o associati al ciclo produttivo”.
Vediamo cosa sono queste tre sostanze:
IDROGENO SOLFORATO: Effetti sull’uomo e sull’ambiente: é una sostanza estremamente tossica poichè è irritante e asfissiante. L’azione irritante ha come bersaglio le mucose, soprattutto gli occhi; a concentrazioni superiori, per inalazione, può causare la morte anche in 5 minuti.
BENZENE: la sua pericolosità è dovuta principalmente al fatto che è un cancerogeno riconosciuto per l’uomo. A seguito di esposizioni variabili da meno di 5 anni a più di 30, molte persone hanno sviluppato varie forme di leucemia. Esposizioni a lungo termine e a concentrazioni relativamente basse possono colpire il midollo osseo e la produzione del sangue, quelle a breve terminee ad alti livelli possono provocare sonnolenza, giramenti, perdita di coscienza e morte.
DMS: come tutti i forti agenti alchilanti è altamente tossico ed è anche un probabile cancerogeno.
Quindi le sostanze respirate quella notte sono altamente pericolose, tossiche, cancerogene, MORTALI. E la cosa più grave è che alcune di queste sostanze erano fuori norma fin dalle 17.00 del giorno 17/7, sei ore prima che i cittadini lanciassero l’allarme. Possibile che Eni non sapeva nulla? E nei giorni successivi, seppur in maniera più lieve, la puzza è stata ancora percepita in molte zone della città e la relazione di Arpa conferma che almeno fino al 19/7 i valori erano ancora fuori norma.
Le giustificazioni e le minimizzazioni di Eni non ci soddisfano. Quali possono essere le conseguenze per i tarantini a queste persistenti e ripetute “puzze”? Cosa sarebbe successo se i cittadini non si fossero lamentati in massa? Spesso capita di sentire la stessa puzza e magari non ci preoccupiamo di dare l’allarme perchè più leggera o meno persistente. E se il vento avesse avuto un’altra direzione cosa sarebbe successo? E se l’incidente fosse stato più grosso quali sarebbero state le conseguenze per la popolazione? Eni ammette di essere una presenza ingombrante ed un sito ad altro rischio ma sostiene di poter essere compatibile con la città. Noi la pensiamo diversamente e rivolgiamo una domanda a tutti coloro che vivono nell’area di Taranto, a partire dai dirigenti e dipendenti Eni: siete sicuri di non correre alcun rischio voi e i vostri figli a causa di questa presenza ingombrante? Siete sicuri che l’Aia che fornisce ad Eni la patente per per andare avanti e dietro la quale l’azienda si trincera per giustificare anche pericolsi incidenti, sia sufficiente? Noi pensiamo di no, anzi ne siamo certi.

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