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Transizione energetica, una proposta di legge popolare per dire addio ai combustibili fossili

Un convegno per il clima, un’occasione per aprire un confronto di merito su proposte reali e percorribili per superare definitivamente le devastanti economie fossili. Lo abbiamo fatto ieri con ospiti illustri e l’intento di inquadrare i problemi di Taranto in un’ottica più globale: non solo locale, ma nazionale e non solo di breve periodo, ma con prospettive di soluzioni di medio-lungo periodo. Con ciò senza perdere di vista tutte le difficoltà e le resistenze che una proposta del genere potrà incontrare, ma con la consapevolezza che la differenza potrà farla la pressione dal basso delle persone. Non era semplice proporre questo dibattito in un momento vertenziale così caldo per la nostra città, ma interrogarci su soluzioni in chiave più complessa e globale era davvero necessario. D’altra parte l’esigenza di fare delle singole battaglie territoriali una proposta politica unitaria e concreta, è molto sentita. Se ne è parlato tanto nei recenti incontri avutisi con altre realtà del paese con cui si prova a ragionare in ottica di rete.


Fra inquinamento prodotto da industrie a carbone, trivellazioni petrolifere in mare ed a terra e progetti legati al gas – che pure si vorrebbero fare nella nostra città, alla faccia della riconversione – le emergenze ambientali e sanitarie girano tutte attorno al comune tema dei combustibili fossili. Si spiega così l’approfondimento proposto ieri attorno all’idea di questa legge di iniziativa popolare, potenzialmente in grado di traghettare il Paese verso nuovi orizzonti di sviluppo e di occupazione sana in funzione delle energie rinnovabili e dell’idrogeno. Non solo, perché la proposta indica chiaramente la strada delle produzioni piccole e diffuse, provando a risolvere un altro degli annosi problemi dei nostri tempi: il gigantismo industriale.

Tutto questo significa voler affidare la soluzione dei problemi locali a questa proposta di legge? niente affatto. La battaglia per la chiusura del siderurgico che uccide non arretra di un millimetro. Non potrebbe essere altrimenti, poiché ogni minuto che passa è un’altra vita persa. Questa proposta guarda oltre e serve a dare un orizzonte d’avanguardia al Paese, con politiche energetiche di responsabilità che salvaguardino il clima. Un minuto dopo la sua eventuale approvazione verrebbero disincentivate tutte le economie basate sui combustibili fossili e incentivate quelle sane, dunque il cambiamento avrebbe inizio da subito. Ed è su questo solco che vorremo che Taranto si indirizzasse, abbracciando la riconversione tracciata da questa proposta con strumenti, pubblici e privati, che ne sappiano cogliere tutto il potenziale, restituendole diritti e giustizia negati da troppo tempo.

I video del convegno

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