La Repubblica indipendente di ArcelorMittal

Nello Stato indipendente dell’ex Ilva non sono mai valsi i limiti, mai le leggi, mai l’etica.

Starebbe accadendo anche oggi: mentre fuori si fronteggia la propagazione del coronavirus con misure restrittive senza precedenti nella storia recente del Paese, ciò che continua a contare lì dentro è solo la produzione, sempre assolutamente garantita da ogni provvedimento. Figuriamoci ora che c’è da spingere in previsione della probabile uscita di ArcelorMittal a fine anno…
Ora che tutta l’Italia si è trovata di fronte alla scelta fra salute e lavoro, si è scelto senza indugio la salute. Ma qui no, come sempre. Chiude tutto, ma l’acciaio resta intoccabile, tanto l’apparenza è salva con l’istituzione di una “task force” interna per il contenimento del coronavirus. Intanto, però, risulterebbero disattese diverse norme precauzionali che valgono per l’Italia fuori dal siderurgico, su tutte la distanza fra lavoratori nei pullman e negli spogliatoi.

La domanda sorge spontanea: cosa accadrebbe, a queste condizioni, se risultasse contagiato qualche lavoratore?
Visto il consueto vuoto dei sindacati confederali, chiediamo alle autorità preposte di effettuare le opportune e quanto mai necessarie verifiche del caso.

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