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𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐄’ 𝐒𝐔𝐂𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐀𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐆𝐄𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋 𝐑𝐈𝐆𝐀𝐒𝐒𝐈𝐅𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐋 𝐌𝐎𝐋𝐎 𝐏𝐎𝐋𝐈𝐒𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄?

Il 25.02.2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha sospeso la procedura di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) per il progetto del rigassificatore al molo polisettoriale del porto di Taranto. A motivare la sospensione è stata la nota inviata dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio la quale ha rilevato che l’area su cui insiste il progetto sottoposto a V.I.A. sin dal 2019 è assentita in concessione demaniale marittima ultraquarantennale alla San Cataldo Container Terminal SpA, società controllata da Yilport, e pertanto non è disponibile per l’uso auspicato dalla società proponente.

𝐀𝐍𝐎𝐌𝐀𝐋𝐈𝐄 𝐒𝐔 𝐓𝐔𝐓𝐓𝐈 𝐈 𝐅𝐑𝐎𝐍𝐓𝐈

La sospensione dell’intera procedura di V.I.A. non è un iter previsto dal Testo Unico Ambientale (D. Lgs. 152/2006). Il Codice, infatti, dispone che l’autorità competente possa prorogare i termini del procedimento solo in casi eccezionali tassativamente previsti. La sospensione dei termini, invece, può intervenire per una sola volta (fino a un massimo di 120 giorni), solo DOPO l’esito della consultazione con il pubblico, su richiesta motivata del proponente, al fine di integrare o modificare la documentazione acquisita.

In questo caso il Ministero ha sospeso l’intera procedura ed ha chiesto chiarimenti alla GNL Taranto S.r.l. da presentare entro trenta giorni. Con ciò ha aperto, di fatto, un contraddittorio in un momento normativamente non previsto.

A questo punto, gli scenari dovrebbero essere due: nel caso in cui le risposte della società proponente dovessero semplicemente chiarire i dubbi, i termini per presentare le osservazioni riprenderanno a decorrere da quel momento. Se, invece, come sembra, si tratterà di chiarimenti sostanziali, l’elaborato rappresenterà un diverso progetto e dovrà partire un nuovo iter con un nuovo avviso al pubblico e conseguente ripartenza dei termini per presentare le osservazioni.

Non solo. Il Ministero al momento della pubblicazione dell’avviso ha indicato il termine del 03.04.2026 (60 giorni dalla pubblicazione) per proporre le osservazioni per poi rifissarlo al 04.03.2026 (30 giorni dalla pubblicazione), basandosi sulla errata (e non verificata?) comunicazione del proponente il quale nel progetto ha menzionato la realizzazione di un impianto offshore, ossia in mare, per il quale la normativa di riferimento prevede termini dimezzati, anziché onshore, cioè a terra (il cui termine ordinario di 60 giorni cadrebbe appunto il 03.04.2026).

Ancor peggio, ieri il Ministero ha eliminato dalla pubblicazione i documenti della procedura, sottraendo al pubblico la verifica e consultazione della documentazione di un procedimento che, per quanto sospeso, risulta ancora aperto, in palese inosservanza degli interessi dei cittadini alla trasparenza, correttezza e buona fede dell’agire amministrativo.

Ed ancora, se è corretto affermare che all’Autorità di Sistema Portuale tarantina non è pervenuta alcuna richiesta di utilizzo del molo in questione, ne consegue che le verifiche preliminari da parte dell’autorità competente sono mancante e/o si sono rivelate carenti.

Sull’area in questione esiste da tempo un contenzioso fra AdSPMI e Yilport che vede la prima contestare alla seconda di non aver rispettato gli impegni di traffico e occupazionali, al punto da presentare un ultimatum pochi mesi fa al fine di ridimensionare gli spazi portuali concessi in funzione di altri progetti tra cui l’hub dell’eolico offshore già annunciato.

𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐕𝐄𝐃𝐄 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐆𝐄𝐓𝐓𝐎

Ricordiamo che il progetto prevede (o prevedeva) un investimento di 600 mln di euro per produrre 12 miliardi di metri cubi di gas, di cui in parte destinati all’ex-Ilva. La società proponente è la GNL Taranto s.r.l., partecipata per il 95% da Denali GNL di Ginevra e per il 5% da Belenergia, società che sviluppò il parco eolico offshore davanti al molo polisettoriale.

𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐒𝐓𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐅𝐀𝐂𝐄𝐍𝐃𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐎𝐏𝐏𝐎𝐑𝐂𝐈

In attesa di conoscere le sorti della procedura e del relativo progetto, Giustizia per Taranto ha risposto all’invito della Commissione Ambiente di ieri pomeriggio e lo farà anche partecipando al tavolo tecnico indetto per lunedì dall’Assessora all’Ambiente Fulvia Gravame, per rappresentare le argomentazioni poste a base delle osservazioni meticolosamente preparate di concerto col WWF Taranto.

Ci terremo pronti a ogni evenienza, usando il tempo concesso dalla sospensione della procedura per rafforzare di contenuti l’opposizione a progetti che non perseguano il bene del territorio.