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Greenwashing di Eni nelle scuole primarie

Greenwashing è un neologismo indicante la strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche, finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti.

Ecco, questo è quello che sta facendo ENI, utilizzando le alunne e gli alunni della scuola primaria, nel progetto “Circular school” che in questi giorni sta presentando nelle scuole di alcune città italiane (tra cui Taranto).

Come associazione “Giustizia per Taranto” troviamo assurdo che sia una multinazionale come ENI (l’ottavo gruppo petrolifero del mondo e che opera a tutt’oggi per lo più nel trattamento di combustibili fossili) a trasmettere i principi e valori dell’economia circolare, piuttosto che una delle tante organizzazioni serie e competenti in tematiche e vertenze ambientali e che hanno certo più a cuore l’educazione all’economia circolare.

Assurdo, inoltre, che lo si faccia proprio a Taranto dove ENI è presente con una raffineria che certamente non ha nulla a che fare con l’economia circolare e che invece si contraddistingue per emissioni inquinanti, fughe di gas e produzione di esalazioni nauseanti che spesso siamo costretti a respirare in città.

“Giustizia per Taranto” quindi, non potendo tollerare si strumentalizzino le scuole per operazioni di questo tipo, chiede ai dirigenti scolastici interessati ed ai genitori di impedire questo tentativo di ENI SpA di ritagliarsi una immagine di industria green a spese delle alunne e degli alunni della nostra città

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