Salviamo Taranto!

Pende sulle nostre vite, come una spada di Damocle, l’ultimo decreto varato dal governo studiato principalmente per impedire l’azione della magistratura sulla fabbrica. Una chiara invasione di poteri che ha l’obiettivo di aprire la porta all’accordo con ArcelorMittal per l’acquisto dei rami d’azienda dell’ex-Ilva, oggi impedito proprio dal sequestro e dalla confisca pendenti sull’area a caldo. Certi che quanto previsto sollevi profili di incostituzionalità, confidiamo in un’impugnazione da parte della Procura tarantina. Il momento richiede enorme responsabilità da parte di tutte le istituzioni e della società civile e questa potrà essere declinata su obiettivi ben precisi.

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In strada per difendere Taranto dal nuovo decreto che imbavaglia la Magistratura

𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟳 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟬:𝟬𝟬 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 avrà luogo un presidio durante il quale una delegazione

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Arriva il quattordicesimo decreto salva-Ilva: cento passi indietro

È arrivato il primo regalo del Governo Meloni alla città di Taranto: un decreto legge che serve per reintrodurre, di gran fretta, l’immunità penale per i gestori del siderurgico ex-Ilva. Probabilmente si sta configurando la prosecuzione del reato ambientale (la magistratura sta avviando un nuovo filone di inchiesta): il governo si è preoccupato di porre rimedio a possibili problemi.

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Ex-Ilva, il silenzio che uccide

Sulla questione relativa all’ex-Ilva tutto tace ancora da Roma, ma le prime mosse del nuovo Governo non lasciano ben sperare riguardo a soluzioni che possano risolvere i problemi dei tarantini, né dal punto di vista sanitario ed ambientale e né da quello economico e sociale. La fabbrica, infatti, continua ad inquinare, tenere ai margini i lavoratori e generare cospicue perdite a fronte delle quali risulta irresponsabile continuare ad investire ingentissime somme pubbliche incapaci di rendere il siderurgico compatibile col territorio

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Ex Ilva: La Procura di Taranto dice no alla richiesta di dissequestro impianti

L’istanza era stata avanzata a fine marzo scorso alla Corte d’Assise di Taranto dagli avvocati di Ilva in Amministrazione Straordinaria in vista delle scadenze contrattuali di fine maggio 2022 tra la stessa Ilva e Acciaierie d’Italia. L’acquisto dei rami d’azienda da parte di Acciaierie è infatti vincolata, fra le altre clausole, al dissequestro degli impianti che, dopo la sentenza di Ambiente Svenduto dello scorso anno, hanno trovato conferma in una nuova confisca.

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