Torna domani il grande Uno Maggio Taranto Libero e Pensante

Torna domani al Parco archeologico delle mura greche l’Uno maggio Taranto Libero e Pensante. Al centro, come sempre, i temi dell’ambiente e dei diritti. Grande musica, ma non solo: ci saranno incontri, dibattiti politici e testimonianze dai fronti caldi delle battaglie per la giustizia sociale ed ambientale. Un patrimonio per la nostra città e il nostro territorio.

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L’inquinamento di Taranto stasera alla trasmissione di Rai 3 “Che ci faccio qui”

Questa sera alle 21.45 su Rai3, nella trasmissione “Che Ci Faccio Qui” di Domenico Iannacone, si parlerà del dramma legato all’inquinamento del nostro territorio. La puntata si intitola “La polvere negli occhi” e vi hanno dato il loro prezioso contributo, fra gli altri, il prof. Alessandro Marescotti e la dott.ssa Grazia Parisi.

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Rinviati a giudizio sette dirigenti ArcelorMittal per l’incidente alla gru che uccise Cosimo Massaro

E’ notizia di ieri che sette dirigenti ArcelorMittal sono stati, per questo incidente, rinviati a giudizio per omicidio colposo. L’incidente, secondo gli inquirenti, poteva essere evitato se quei dispositivi fossero stati installati e utilizzati nel modo corretto. Inoltre quel giorno i vertici della società consentirono «la prosecuzione delle lavorazioni in quota – si legge negli atti di inchiesta – malgrado le avverse condizioni meteo che esponevano il personale a inaccettabile rischio che non veniva minimamente valutato».

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Happy Justice, tornano gli aperitivi di comunità in piazza Marconi

Sabato 23 tornano gli aperitivi con Giustizia in piazza Marconi. Passati i periodi più critici della pandemia e dell’inverno, riprendono le attività sociali all’aperto di Giustizia per Taranto. Dalle 11 in poi saremo nella nostra sede per rinnovare il nostro impegno con l’Associazione, confrontarci su criticità e proposte per la città, organizzare nuovi eventi e, soprattutto, trascorrere un po’ di tempo insieme nello spirito di comunità che ci accomuna.

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Arpa segnala le emissioni insostenibili di Acciaierie d’Italia

Sono bastate le operazioni di ripartenza dell’altoforno 4 dell’ex ilva di Taranto per fare alzare i valori delle emissioni di inquinanti e cancerogeni . È quanto emerge da una relazione di Arpa Puglia inviata nelle scorse ore al Comune di Taranto, all’ Asl ionica e soprattutto all’ Ispra, emissioni che pur restando nei limiti di legge possono avere effetti negativi sulla salute umana, a questo inoltre si aggiunge anche il dato fondamentale certificato proprio da Arpa Puglia, insieme ad Aress e Asl Taranto, che nella valutazione del Danno Sanitario per l’ex Ilva hanno confermato che in caso di una produzione annua di 6 milioni di tonnellate d’acciaio, anche con l’attuazione di tutte le misure previste dall’Aia, il rischio per la popolazione tarantina non è accettabile.

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Approdano a Taranto, e in piazza Marconi, i campi estivi di Libera

Siamo felicissimə di annunciarvi che E!State Liberi! – Campi di Impegno e Formazione sui beni confiscati di Libera approda a Taranto! Ethra, Jonian Dolphin Conservation, Ammostro, Cooperativa Equociqui e Giustizia per Taranto racconteranno l’altra Taranto possibile in un percorso di conoscenza, scoperta e comunità. Alcune attività si svolgeranno in Piazza Marconi, dove è in atto un percorso di rigenerazione urbana per renderla bene comune.

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Ricatto occupazionale: un film stravisto

Acciaierie d’Italia ha comunicato alle organizzazioni sindacali la necessità di ricorrere, a partire dal 28 marzo, alla Cassa integrazione straordinaria per la durata di 12 mesi, per tremila lavoratori (di cui 2.500 a Taranto).Leggendo la richiesta dell’azienda si evince che solo il “raggiungimento di volumi produttivi pari a circa 8.000.000 ton/anno consentirà all’azienda il totale impiego delle risorse”. Peccato che il valore di produzione massimo consentito dal Dpcm del 29 settembre 2017 sia di sei milioni di tonnellate, e che ogni valutazione del danno sanitario condotta fino ad oggi giunga alle conclusioni che una produzione ad 8 milioni di tonnellate/anno comporti un rischio cancerogeno inaccettabile.

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