Salviamo Taranto!

Pende sulle nostre vite, come una spada di Damocle, l’ultimo decreto varato dal governo studiato principalmente per impedire l’azione della magistratura sulla fabbrica. Una chiara invasione di poteri che ha l’obiettivo di aprire la porta all’accordo con ArcelorMittal per l’acquisto dei rami d’azienda dell’ex-Ilva, oggi impedito proprio dal sequestro e dalla confisca pendenti sull’area a caldo. Certi che quanto previsto sollevi profili di incostituzionalità, confidiamo in un’impugnazione da parte della Procura tarantina. Il momento richiede enorme responsabilità da parte di tutte le istituzioni e della società civile e questa potrà essere declinata su obiettivi ben precisi.

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La lista della spesa di Lucia Morselli

L’audizione di ieri alla commissione Industria del Senato è stata una nuova occasione per l’AD di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, per presentare la sua lista della spesa al Governo. Un’ulteriore, insopportabile, offesa alla nostra comunità, come se già non bastassero tutti i provvedimenti catastrofici previsti dall’ultimo decreto e le dichiarazioni fornite solo qualche giorno fa dalla stessa Morselli sugli obiettivi della fabbrica.

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In strada per difendere Taranto dal nuovo decreto che imbavaglia la Magistratura

𝗠𝗮𝗿𝘁𝗲𝗱𝗶̀ 𝟭𝟳 𝗴𝗲𝗻𝗻𝗮𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟬:𝟬𝟬 𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗲𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼 avrà luogo un presidio durante il quale una delegazione

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Le sfide della sostenibilità al centro di un dibattito a Massafra

Il 28 dicembre, in una serata post natalizia e pre fine anno, abbiamo presenziato all’iniziativa “IspirAzioni” organizzato dall’associazione Scià, Massafra al teatro comunale “Resta” della stessa cittadina. L’associazione, nata lo scorso anno, ha promosso quest’iniziativa prendendo spunto da uno studio sulle abitudini dei massafresi in merito alla sostenibilità delle loro azioni quotidiane.

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Arriva puntuale il nuovo ricatto occupazione

Acciaierie di Italia ha comunicato oggi che da lunedì 145 aziende dell’indotto saranno sospese a tempo indeterminato. Ecco l’ennesima prova di forza di Acciaierie d’Italia verso il governo italiano. Un modo per alzare la posta alla vigilia dell’incontro coi sindacati di lunedì a Roma. D’altra parte con l’ex-Ilva le tempistiche non sono mai frutto del caso… La sospensione delle aziende dell’indotto altro non è che il solito ricatto occupazionale e un nuovo tentativo di battere cassa, di succhiare come un vampiro soldi pubblici, che non portano ricchezza al territorio ma inquinamento e problemi sanitari.

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Ex-Ilva, il silenzio che uccide

Sulla questione relativa all’ex-Ilva tutto tace ancora da Roma, ma le prime mosse del nuovo Governo non lasciano ben sperare riguardo a soluzioni che possano risolvere i problemi dei tarantini, né dal punto di vista sanitario ed ambientale e né da quello economico e sociale. La fabbrica, infatti, continua ad inquinare, tenere ai margini i lavoratori e generare cospicue perdite a fronte delle quali risulta irresponsabile continuare ad investire ingentissime somme pubbliche incapaci di rendere il siderurgico compatibile col territorio

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Eni scarica Acciaierie d’Italia

Dal 30 settembre scorso ENI non fornisce più il gas al siderurgico di Taranto. Anche se non è stato detto esplicitamente, è facile intuire che il motivo stia nell’inaffidabilità patrimoniale dell’ex-Ilva, già in debito con ENI per quasi 300 milioni di euro. Acciaierie d’Italia ha ora tre mesi di tempo per trovare un nuovo fornitore, fino ad allora ci penserà l’ennesimo paracadute di Stato, stavolta offerto attraverso la Snam, controllata da Cassa Depositi e Prestiti.

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Per Crosetto ogni cosa è possibile nel porto di Taranto, “il più brutto del mondo”

Il neo Ministro della Difesa, Guido Crosetto, espressione del partito di maggioranza Fratelli D’Italia del nuovo Governo Meloni, così si esprime sul porto di Taranto: “il porto più brutto del mondo”. Il riferimento è all’Ilva che vi fa da sfondo. Ci si aspetterebbe, dunque, che si pensi a rimuovere le ragioni di tanto orrore che, per stessa ammissione di Crosetto, risiede nella presenza del siderurgico. Invece no, il messaggio, pericolosissimo, che si intende veicolare è che nel porto più brutto del ondo si possa fare qualsiasi cosa e senza neppure perderci tanto tempo.

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