Il futuro “verde” (Lega) dell’ex-Ilva

Il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, esponente di spicco di quella Lega che investì soldi propri in ArcelorMittal, nei giorni scorsi si è avventurato nella descrizione dei possibili scenari che potranno caratterizzare il prossimo piano industriale dell’ex-Ilva.

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Chiusa la 49^ Settimana sociale dei cattolici italiani a Taranto, GxT ha fatto la sua parte

Dal 21 al 24 ottobre si sta svolgendo a Taranto la 49^ Settimana sociale dei cattolici italiani. Taranto è stata scelta in ragione del tema di quest’anno che è “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro #tuttoèconnesso”. Una scelta opportuna, dal momento che non si può parlare di ambiente in Italia senza farlo nella città più inquinata del Paese e viste anche le responsabilità della stessa chiesa nelle vicende legate al siderurgico.

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“Taranto ha una qualità dell’aria invidiabile”, il negazionismo che conviene a qualcuno

Secondo una ricerca rilanciata da Il Sole 24 ORE (condivisa anche dal parlamentare Gianpaolo Cassese), i dati che mettono Taranto tra le città con minore PM10 in Italia, sfaterebbero uno dei “luoghi comuni” dell’ambientalismo: “Taranto non è una città inquinata ma anzi si caratterizzerebbe per una qualità dell’aria invidiabile!”. Una conclusione imbarazzante del giornalista Jacopo Gilberto, già portavoce, nel 2012, dell’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini che, in passato, noi tarantini abbiamo avuto modo di conoscere molto bene… Questo articolo, non solo offende il dramma e le troppe vittime innocenti che il nostro territorio conta, ma dimostra la completa impreparazione (o volontà di strumentalizzazione) di chi ha interpretato i risultati dello studio.

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Associazioni e movimenti al tribunale per la revoca all’uso degli impianti del siderurgico

Questa mattina davanti all’ingresso del tribunale di Taranto ha avuto luogo il sit-in chiamato nei giorni scorsi da Giustizia per Taranto, Taranto Respira, Legamjonici, Peacelink, Hermes Academy, Una Strada Diversa ed Europa Verde. L’istanza rappresentata questa mattina, assieme a tante e tanti cittadini, è stata chiarissima: si chiede che la Procura faccia richiesta di revoca della facoltà d’uso concessa nel 2012 agli impianti dell’area a caldo dell’ex-Ilva posti sotto sequestro. Le evidenze delle intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta all’e

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Sit-in al tribunale per chiedere la revoca della facoltà d’uso agli impianti ex-Ilva sotto sequestro

Quando fu concessa la facoltà d’uso dell’altoforno 4, dopo la morte di Giacomo Campo, vi erano, a Taranto, un Procuratore Capo, Carlo Maria Capristo, e un commissario dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria, Enrico Laghi. Entrambi, oggi, sono accusati di aver agito, contrariamente ai loro doveri, in favore dell’immediato dissequestro degli impianti. Alla luce anche di queste indagini e ipotesi di reato, che evidenziano l’esistenza di uno schema di pressioni illecite e corruttive nella gestione della vicenda Ilva, chiediamo, con forza, alla Procura della Repubblica di Taranto, di chiedere la revoca della facoltà d’uso di tutti gli impianti dell’area a caldo.

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GxT e Legamjonici ricorrono all’ONU per violazione dei diritti umani

Dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani (24 gennaio 2019) che ha condannato l’Italia per violazione del diritto

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Capristo e Laghi: un “patto d’Acciaio” per favorire la fabbrica

Ieri abbiamo dato notizia dell’arresto dell’ex commissario Ilva Enrico Laghi nell’ambito dell’inchiesta a carico del Procuratore di Taranto Capristo. Oggi proponiamo un approfondimento sulla questione poiché gli elementi indiziari emersi sono a dir poco sconcertanti e vanno conosciuti. Un vero insulto alla nostra comunità e a quanti sono morti dentro e fuori alla fabbrica.

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Cambiamenti climatici: i danni economici delle calamità naturali

Parte oggi a Napoli il G20 su ambiente, clima ed energia in preparazione della conferenza ONU sul clima di novembre a Gl novembre a Glasgow. In questa interessante ricerca sono messi nero su bianco i costi delle irresponsabilità politiche mondiali e l’augurio è che possa guidare scelte non più rinviabili.

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La batteria 12 va fermata entro fine agosto

La batteria 12 dovrà essere fermata entro fine agosto: prevalgono, dunque, le ragioni della città. Il TAR ha comunque obbligato il Ministero della Transizione ecologica a valutare la richiesta di Acciaierie d’Italia di rivedere i tempi per la realizzazione delle prescrizioni. Nessuna apertura, invece, verso la richiesta dell’azienda di avere ulteriori sessanta giorni per lo spegnimento.

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Sentenza CEDU: Legamjonici replica alle osservazioni del Governo italiano

Lo Stato italiano ha risposto alla richiesta di informazioni da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che vigila sull’esecuzione della sentenza CEDU del gennaio 2019.Il comitato Legamjonici ha replicato alle falsità dichiarate dall’Italia scrivendo nuovamente al Comitato dei Ministri europeo ed illustrando la reale situazione di Taranto. Non si molla di un centimetro nella battaglia per ridare giustizia al nostro territorio.

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Bonomi, Confindustria: “non parliamo con chi ci propone allevamenti di cozze”

Con parole davvero imbarazzanti, il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervenuto ieri all’assemblea di Confindustria Bari-Bat, offende pesantemente il nostro territorio due volte.

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Consiglio di Stato, una sentenza politica

Abbiamo esaminato le 62 pagine della sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato gli effetti di quella del TAR di Lecce con la quale si prevedeva lo spegnimento degli impianti dell’area a caldo dell’ex-Ilva. Vi abbiamo trovato passaggi quanto meno opinabili, pur rendendoci conto che la legislazione straordinaria avutasi con le leggi salva-Ilva ha reso una giungla impervia il percorso per avere giustizia rispetto alla fabbrica.
A seguire i cinque passaggi salienti in pillole

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Occupata simbolicamente la Prefettura, presidio contro la sentenza del Consiglio di Stato

Questo pomeriggio, sotto alla Prefettura, si è riunito spontaneamente un folto gruppo di cittadini e associazioni per manifestare il proprio dissenso rispetto alla sentenza del Consiglio di Stato che ha ribaltato quella del TAR Lecce per lo spegnimento dell’area a caldo dell’ex-Ilva.

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I fondi europei non potranno essere usati per l’ex-Ilva

Mentre sui cittadini di Taranto si è abbattuta l’ennesima sentenza di condanna da parte del Consiglio di stato, è appena arrivata un’ottima notizia dall’Unione europea: NON SARÀ POSSIBILE UTILIZZARE I FONDI EUROPEI DEL RECOVERY PLAN PER LO STABILIMENTO EX-ILVA DI TARANTO! La notizia arriva dall’europarlamentare tarantina, Rosa D’Amato.

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Taranto dice basta!

ll Consiglio di Stato ha negato lo spegnimento dell’area a caldo, andando in contrasto con la sentenza del Tar di Lecce dello scorso febbraio che ne imponeva la chiusura. Ancora una volta viene quindi negata giustizia a Taranto, nonostante la sentenza del Tribunale amministrativo di Lecce avesse emesso una sentenza con opportuni richiami a precedenti espressioni dello stesso Consiglio di Stato. Un giudizio che, alla luce delle nuove evidenze scientifiche e sanitarie che sottolineano ancora eccessi di mortalità e di mortalità e di malattie correlate agli inquinanti immessi dall’impianto siderurgico sul nostro territorio, non esitiamo a giudicare, come sempre, sbilanciato verso la produzione e il profitto piuttosto che la vita.

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