Due piccioni con una fava: il miliardo ad Accierie d’Italia serve a pagare le bollette all’Eni

Il miliardo stanziato dal ‘Governo del Migliore’ nel DL Aiuti bis, infatti, servirà, fra le altre cose, a saldare il debito da 285 milioni di euro che Acciaierie d’Italia ha con l’Eni per l’approvvigionamento di gas. E’ stato predisposto sotto forma di aumento di capitale per il tramite della controllata di Stato Invitalia. Dunque con una sola mossa si dà fiato al siderurgico e si salva l’Eni (altro grosso stabilimento impattante sul nostro territorio) dal rischio di insolvenza dimostrando, ancora una volta, come il problema dello stabilimento non sia solo ambientale e sanitario, ma anche economico (oltre che occupazionale).

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Ministro Giorgetti: “A Taranto si produca più acciaio possibile!”

Nel corso di un intervento al Mise del ministro Giancarlo Giorgetti, abbiamo dovuto ascoltare in tutta Italia, ma riecheggiano soprattutto a Taranto, le seguenti parole: “Non solo io, ma anche il presidente Draghi, vogliamo che si produca più acciaio possibile a Taranto e Genova, ovunque per riportare al lavoro tutti i lavoratori in cassa integrazione”.

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Cassati gli emendamenti per restituire a Taranto i fondi per le bonifiche

Cassati gli emendamenti per restituire a Taranto i fondi per le bonifiche. E’ volontà politica quella che in queste ore continua a voler affossare la città di Taranto, bloccando gli emendamenti soppressivi dell’art. 21 del decreto Milleproroghe! L’articolo del decreto che aveva dirottato i 575 milioni di € dalle bonifiche nelle casse di Acciaierie d’Italia.

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Torna a riunirsi il CIS, apertura della MM per la cessione dell’isola di San Paolo alla città

E’ tornato finalmente a riunirsi oggi in Prefettura il tavolo istituzionale per Taranto – il cosiddetto CIS -. Presenti, in modalità mista dal vivo e online, la Ministra per il Sud Carfagna, i sindaci del territorio, i sindacati, la Regione Puglia e l’agenzia regionale Asset. Fra le novità più importanti si è registrata la disponibilità della Marina Militare a cedere alla città l’isola di San Paolo.

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La partita a scacchi attorno all’ex-Ilva

Nei giorni scorsi l’ex presidente della Camera di Commercio Sportelli è stato nominato, da Lucia Morselli, rappresentante legale di Acciaierie d’Italia all’interno di Confindustria, l’associazione degli industriali. Un incarico che potrebbe sembrare simile a tanti altri, ma non lo è. Si tratta di una mossa ben congegnata che fa il paio con la recente nomina dell’on. Chiarelli a nuovo Commissario della Camera di Commercio da parte del Ministro leghista dello Sviluppo Economico, Giorgetti.
Entrambe le questioni si inquadrano all’interno di una partita a scacchi volta a sparigliare le alleanze che si stavano consolidando attorno alle posizioni più intransigenti assunte dal sindaco Melucci rispetto alla fabbrica. L’obiettivo è ridare linfa ai legami di potere che fecero la fortuna dei Riva tenendo in ostaggio la città.

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Il Ministro della Transizione Ecologica… al 25%

Ieri sera il Ministro della Transizione Ecologica Cingolani è stato ospite nella trasmissione de La7, Piazza Pulita. Il conduttore ha opportunamente sollevato la questione dell’ex-Ilva di Taranto, la cui esistenza è la maggior contraddizione per questo ministero. Ebbene le dichiarazioni del prof. Cingolani sono state imbarazzanti: a partire dalla presa di distanza riguardo alle dichiarazioni a lui attribuite sulla sentenza del TAR di Lecce. La definizione ripo

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Tutto il disinteresse di Giorgetti per i lavoratori della fabbrica

Troviamo davvero imbarazzante l’atteggiamento del Ministro Giorgetti di non incontrare e non fornire alcuna risposta alla delegazione dei lavoratori ArcelorMittal che ieri, partiti in nottata da Taranto, hanno partecipato al sit-in organizzato da Usb Taranto per la vertenza del licenziamento di Cristello, ancora irrisolta. L’ennesima dimostrazione che il MISE abbia più a cuore le esigenze ed interessi di una multinazionale predatoria che quelle dei lavoratori e della nostra comunità.

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Da Taranto una proposta per il PNRR per risanare e riconvertire i territori inquinati d’Italia

Giustizia per Taranto, in collaborazione con il movimento Legamjonici di Taranto, il Comitato Salute Pubblica di Piombino e Val di Cornia e con l’associazione Mal’aria di Falconara ha inviato al Presidente del Consiglio Draghi ed ai Ministeri della Transizione Ecologica, della Salute, del Sud e dello Sviluppo Economico, una proposta da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Come noto il PNRR è il piano che ogni stato europeo dovrà inviare alle istituzioni comunitarie entro fine mese con l’elenco dei progetti da candidare a finanziamento mediante il Recovery Fund.
La proposta avanzata, inviata per conoscenza anche al sindaco Melucci ed al presidente della Regione Emiliano, ha origine dall’esigenza di chiudere le fonti inquinanti e trae spunto dallo studio redatto da Confindustria nel 2016 dal titolo “Dalla bonifica alla reindustrializzione” che mira alla riconversione ecologica ed economica dei S.I.N., Siti di Interesse Nazionale.

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