Sit-in al tribunale per chiedere la revoca della facoltà d’uso agli impianti ex-Ilva sotto sequestro

Quando fu concessa la facoltà d’uso dell’altoforno 4, dopo la morte di Giacomo Campo, vi erano, a Taranto, un Procuratore Capo, Carlo Maria Capristo, e un commissario dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria, Enrico Laghi. Entrambi, oggi, sono accusati di aver agito, contrariamente ai loro doveri, in favore dell’immediato dissequestro degli impianti. Alla luce anche di queste indagini e ipotesi di reato, che evidenziano l’esistenza di uno schema di pressioni illecite e corruttive nella gestione della vicenda Ilva, chiediamo, con forza, alla Procura della Repubblica di Taranto, di chiedere la revoca della facoltà d’uso di tutti gli impianti dell’area a caldo.

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Capristo e Laghi: un “patto d’Acciaio” per favorire la fabbrica

Ieri abbiamo dato notizia dell’arresto dell’ex commissario Ilva Enrico Laghi nell’ambito dell’inchiesta a carico del Procuratore di Taranto Capristo. Oggi proponiamo un approfondimento sulla questione poiché gli elementi indiziari emersi sono a dir poco sconcertanti e vanno conosciuti. Un vero insulto alla nostra comunità e a quanti sono morti dentro e fuori alla fabbrica.

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Cambiamenti climatici: i danni economici delle calamità naturali

Parte oggi a Napoli il G20 su ambiente, clima ed energia in preparazione della conferenza ONU sul clima di novembre a Gl novembre a Glasgow. In questa interessante ricerca sono messi nero su bianco i costi delle irresponsabilità politiche mondiali e l’augurio è che possa guidare scelte non più rinviabili.

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Bonomi, Confindustria: “non parliamo con chi ci propone allevamenti di cozze”

Con parole davvero imbarazzanti, il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervenuto ieri all’assemblea di Confindustria Bari-Bat, offende pesantemente il nostro territorio due volte.

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Lo Stato è entrato nell’ex-Ilva a scatola chiusa!

Il Governo Conte, prima di decidere per l’ingresso di Invitalia in società con ArcelorMittal, commissionò un’analisi di bilancio alla società KPMG. Di questo documento si viene a conoscenza solo oggi grazie a l’Espresso, in edicola da ieri, che ne svela alcuni inquietanti retroscena:

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Cercasi “Speranza” per Taranto: le associazioni tarantine scrivono al Ministro della Salute

il Ministro della Salute, il vero grande assente nella vertenza Ex-Ilva: nessuna dichiarazione e presa di posizione pubblica nonostante la questione riguardi un disastro sanitario drammatico per la nostra comunità. Eppure il Ministro Roberto Speranza è, in virtù dell’emergenza derivante dalla pandemia Covid, oggettivamente molto presente negli ultimi mesi nel dibattito pubblico e lo fa sempre difendendo, in maniera egregia e rigorosa, la salute pubblica ed il principio per il quale nessun interesse economico può derogare la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini. Non capiamo, però, il motivo per cui il Ministro della Salute, non rivendichi tale sacrosanto principio anche per Taranto e la sua comunità.

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Esposto contro il siderurgico: un appello ad unirsi alla denuncia

Giovedì mattina, Giustizia per Taranto, come detto in conferenza stampa, ha depositato una denuncia alla Procura della Repubblica, per l’inquinamento del siderurgico, a far da ottobre 2019 sino a maggio 2021 (periodi non più coperti dallo scudo penale). Si tratta di una denuncia che vuole raccogliere il testimone del processo Ambiente Svenduto che riguarda fatti fino al 2013.

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Scarichi in Mar Grande: arriva l’esposto

La questione degli scarichi incontrollati in Mar grande doveva essere stata risolta diversi anni fa… grazie all’inchiesta documentata dell’attivista Luciano Manna è stato tristemente dimostrato che non è così. La denuncia ha trovato formalizzazione ieri con la presentazione di un esposto al quale abbiamo dato adesione anche noi.

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Esposto di GxT contro ArcelorMittal e Acciaierie d’Italia per l’inquinamento attuale

La battaglia per ridare giustizia e dignità al nostro territorio va avanti su tutti i fronti: dalle piazze, alla pressione

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PNRR: una grande occasione… persa

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza redatto dall’Italia presenta ampie ed evidenti lacune proprio nell’ambito della transizione ecologica che più avrebbe dovuto caratterizzarlo. A riguardo abbiamo anche inviato nei giorni scorsi importanti proposte al Governo. Sulle carenze del PNRR registriamo questo interessante approfondimento di Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dell’esecutivo dei Verdi.

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Tutto il disinteresse di Giorgetti per i lavoratori della fabbrica

Troviamo davvero imbarazzante l’atteggiamento del Ministro Giorgetti di non incontrare e non fornire alcuna risposta alla delegazione dei lavoratori ArcelorMittal che ieri, partiti in nottata da Taranto, hanno partecipato al sit-in organizzato da Usb Taranto per la vertenza del licenziamento di Cristello, ancora irrisolta. L’ennesima dimostrazione che il MISE abbia più a cuore le esigenze ed interessi di una multinazionale predatoria che quelle dei lavoratori e della nostra comunità.

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Il Ministero della Transizione Ecologica ricorre contro la città al Consiglio di Stato

“La decisione del Tar di Lecce sembra animata più dal pregiudizio ideologico che da un concreto esame giuridico dell’attività del ministero”. Questo un passaggio dell’appello incidentale presentato dal Ministero della Transizione Ecologica contro la sentenza del TAR di Lecce. Avete capito bene, il Minist

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Un’altra strage sfiorata nell’ex-Ilva

Da una denuncia Usb Taranto veniamo a conoscenza di un grave incidente verificatosi oggi nel reparto #Pla2, durante la procedura di accensione del forno. Il processo è andato in blocco e, durante le operazioni di riaccensione, la fuoriuscita eccessiva di gas ha causato un forte boato ed una fiammata.

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Solidarietà per il lavoratore ArcelorMittal licenziato per aver invitato a vedere la fiction

Esprimiamo piena solidarietà all’operaio, Riccardo Cristello, licenziato da ArcelorMittal per un post su Facebook. Una vicenda assurda. “Dopo 21 anni

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Ancora puzze nauseanti dalla zona industriale, ecco come segnalare

Anche oggi, per l’ennesima volta, i cittadini di Taranto sono stati costretti a convivere con puzze nauseanti di gas. In questo, come in tutti i gli altri casi analoghi, è estremamente importante segnalare gli episodi: è l’unico modo per allertare gli organismi competenti ed accertare cause e responsabilità lasciando traccia del nostro enorme disagio.

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