“Marconi, piazza Giustizia”, presentati i partner di progetto

Giovedì 18 giugno in piazza Marconi c’è stata l’assemblea dei partner del progetto. Un momento per fare squadra fra quanti sono organicamente parte del percorso sin dalla sua candidatura al bando regionale e quelli, istituzionali e non, coinvolti dopo l’ammissione di “Marconi, piazza Giustizia” e che hanno sposato con entusiasmo il progetto. Erano presenti il Comune di Taranto con l’assessore all’Urbanistica ed il rappresentante dell’Urban center, la Soprintendenza rappresentata dalla dott.ssa Masiello ed il Dipartimento di Scienze politiche dell’università di Bari per il tramite della dott.ssa Cacciapaglia che supporterà il percorso a livello scientifico. E’ in corso anche un contatto col Dipartimento Jonico di scienze giuridiche ed economiche che potrebbe prestare le sue competenze per gli aspetti legati alla gestione condivisa dei beni comuni.

La cooperazione con i decisori politici e con le istituzioni scientifiche del territorio dà ulteriore spessore al progetto e crea le migliori condizioni per cogliere appieno quest’opportunità di cambiamento di cui Giustizia per Taranto si fa strumento aperto ed attraversabile. A guidare il progetto sono stati chiamati gli esperti di processi partecipativi di ComunitAzione, fra i migliori professionisti nel ramo.

Saranno sei mesi in cui si costruiranno le premesse per una rifunzionalizzazione di piazza Marconi a partire dai bisogni e dalle esigenze degli abitanti. Un nuovo modo di fare politica lasciando che le opere vengano solo dopo il confronto, la condivisione e l’adozione di chi dovrà viverle. 

Sarà una costruzione di comunità in cui le possibilità di successo saranno tanto più alte, quanto maggiori saranno i contribuiti che lo accresceranno. Per tale motivo, la parte iniziale del progetto sarà focalizzata sulle relazioni di quartiere e sul creare, appunto, la comunità chiamata ad esprimersi. “Rimettere in relazione il luogo con le persone”, come hanno sottolineato il presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Taranto Prontera e quello di Abfo Occhinegro. Nel confronto sono poi intervenuti la cooperativa di beni culturali Ethra, che ha messo in risalto gli aspetti legati al passato ancora nascosto di piazza Marconi, la cooperativa Equociqui che presterà la sua solida competenza in tema di consumo equo e solidale e Retake, da tempo impegnata nella sensibilizzazione sul tema dei rifiuti e della pulizia dei luoghi comuni in città. Fra i partner anche l’associazione Ohana che curerà gli aspetti legati alla mediazione culturale in riferimento alla presenza nel quartiere di comunità di altre culture.

Un’assemblea pubblica, quella di giovedì scorso, in cui erano tante e tanti gli abitanti del quartiere, nonostante le vigenti norme anti-covid non abbiano consentito il pieno coinvolgimento della piazza come uso di Giustizia per Taranto. In prima fila i bambini del quartiere, affezionati sostenitori del progetto sin dall’assemblea pubblica informale in cui è stato anticipato il progetto.

Il progetto non ha la presunzione di ritenersi l’anno zero delle azioni in questa piazza ed in questo quartiere, ma farà tesoro delle esperienze precedenti e si porrà accanto alle realtà che ci hanno lavorato prima. Le collaborazioni nate anche durante quest’incontro, derivano proprio da questo punto cardine. Su tutte quelle con la chiesa di Sant’Antonio, ieri rappresentata dal suo parroco don Carmine, da anni presidio costante contro l’esclusione sociale.

Italo Calvino diceva “Ogni città riceve la sua forma dal deserto cui si oppone” e dalla consapevolezza del potenziale e della bellezza di Taranto si proverà, anche con questo percorso, a opporre bellezza alle bruttezze, fiducia alla sfiducia, partecipazione all’esclusione.

Photo credit: le bellissime foto dell’evento sono degli impagabili Max Perrini e Pasquale Reo, che ringraziamo di esserci sempre.

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