Un accordo scellerato!

In attesa di approfondire ulteriormente i termini del contratto, nonché il nuovo piano industriale, alcune considerazioni che raccontano quanto immotivate e davvero ingannevoli siano le dichiarazioni entusiastiche del governo sulla chiusura dell’accordo con MITTAL:

1) Il primo investimento di 400 milioni di Invitalia, previsto per il 31 gennaio 2021, è subordinato alla non del tutto scontata autorizzazione dell’antitrust europea (ricordiamo infatti che l’unione europea vieta gli aiuti di Stato a favore di determinate imprese o prodotti che provocano distorsioni della concorrenza);

2) la chiusura delle procedure di vendita (previste per maggio 2022) è subordinata a tre condizioni che devono essere rispettate entro tale scadenza.Attenzione: sono condizioni sospensive che emergono solo nel comunicato di Arcelor Mittal, mentre il Governo non ne fa menzione (alla faccia della trasparenza!). Nel dettaglio: A) la modifica del Piano ambientale (evidentemente con prescrizioni ambientali e tempistiche meno stringenti); B) il dissequestro giudiziario degli impianti da parte della magistratura (altra circostanza non scontata); C) l’assenza di misure restrittive – nell’ambito dei procedimento penali in cui Ilva è imputata – nei confronti di AM InvestCo (torna immunità?);

3) I soldi della ricapitalizzazione li mette solo lo Stato (praticamente noi), sia il primo investimento di 400 milioni entro il 31 gennaio 2021, che gli altri 680 milioni alla scadenza di maggio 2022. Arcelor Mittal, si legge nel suo comunicato, investirà SOLO sino a 70 milioni. Praticamente Mittal è passata da aggiudicarsi una gara nel 2018, che la vincolava ad investire 4 miliardi e 200 milioni di euro, di cui 2,4 su un piano ambientale e industriale e 1,8 per ripagare i creditori tra cui lo Stato, a qualche spicciolo. Non sappiamo neanche se stia pagando i canoni di fitto (scommettiamo di no);

4) Il FORNO ELETTRICO capace di produrre fino a 2,5 milioni di tonnellate l’anno, previsto dal nuovo piano industriale, NON SOSTITUISCE i vecchi impianti, ma SI AGGIUNGE a questi al fine di arrivare a produrre oltre 8 milioni di tonnellate nel 2025!Inoltre è prevista la creazione di una NUOVA linea di produzione esterna al perimetro aziendale (DRI), di cui ignoriamo l’impatto ambientale. Praticamente nuove fonti inquinanti che si sommano alle vecchie. Una vera e propria ulteriore beffa nei confronti della salute dei tarantini!

Alla luce di queste considerazioni riteniamo il governo colpevole di un accordo scellerato, i cui contenuti sono stati peraltro tenuti nascosti al territorio.

Se qualcuno pensa di poter celebrare questo accordo come la soluzione ai problemi dell’ex Ilva, sappia che non solo è un totale disastro, ma anche una pericolosissima bolla destinata a scoppiare molto presto!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: