Salta la sospensione ai permessi di prospezione: torna il rischio trivelle nel mar Ionio

E’ di nuovo allarme trivelle nel Mar Jonio: la moratoria alle ricerche petrolifere prevista dalla Legge n. 12 dell’11 febbraio 2019 scadrà a febbraio prossimo.
La sospensione dei permessi di ricerca era stata concepita in attesa della stesura del cosiddetto piano PiTESAl (Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi).
Il Piano avrebbe dovuto essere pronto ad agosto scorso e, in mancanza di esso, la Legge prevede la decadenza della sospensione da febbraio 2021. Fra le istanze di permessi che rischiano di tornare in vigore, tre riguardano aree marine che sono di fronte alle nostre coste: quello di Eni per 450 Kmq e due di Aleanna Italia per 750 Kmq ciascuno.
Si era parlato di un’ulteriore proroga di sei mesi da inserire nel decreto Milleproroghe, ma le pressioni di Italia Viva in favore delle prospezioni pare aver fermato i propositi già labili del Governo.

L’Italia sarebbe quindi disposta a frenare sulla transizione energetica per equilibrismi politici che gioverebbero ai contaminatori!

Noi non solo chiediamo che il Piano venga finalmente redatto, ma che escluda per sempre il ricorso alla ricerca di idrocarburi e alle fonti di energia fossile nella loro totalità, dal momento che sono causa di drammi ambientali e sanitari. Il mondo va in un’altra direzione e deve farlo anche l’Italia.

Il nostro mare ne subirebbe danni gravissimi e per questo l’occasione è utile per ribadire l’assoluta necessità di completare quanto prima, e nella forma più estesa possibile, l’iter per la sua salvaguardia con la creazione di un’area marina protetta nel Golfo di Taranto.

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