Bonomi, Confindustria: “non parliamo con chi ci propone allevamenti di cozze”

Con parole davvero imbarazzanti, il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, intervenuto ieri all’assemblea di Confindustria Bari-Bat, offende pesantemente il nostro territorio due volte.

La prima perché fa intendere, più o meno esplicitamente, che Taranto debba sacrificarsi per gli interessi nazionali. Nessun cenno, infatti, nelle sue parole, al disastro ambientale ed al dramma sanitario che la scelta di produrre a ciclo integrato comporta.
Insomma, secondo Bonomi, l’acciaio serve e pazienza che Taranto sia ridotta ad agnello sacrificale e che ILVA sia un impianto incompatibile con la vita.

La seconda perché dimostra di non conoscere l’importanza ed il valore, anche in termini economici e di potenzialità di sviluppo e posti di lavoro, della cozza tarantina. Elemento che ci fa dedurre che il Presidente Bonomi, oltre a dimostrarsi cinico e sprezzante dei diritti dei tarantini, sia anche uno scarso conoscitore delle eccellenze italiane. Circostanza grave per chi riveste il ruolo di Presidente di Confindustria e che lo rende assolutamente inadatto al ruolo che ricopre.

Chiediamo una forte presa di posizione contro queste offensive affermazioni da parte di tutte le componenti del nostro territorio!

Questa le parole di Bonomi:

L’acciaio serve alla seconda manifattura d’Europa e serve anche quello del ciclo integrato a caldo. Come vede – ha aggiunto rivolgendosi a Michele Emiliano presente in sala – anche noi non evitiamo di parlare di Taranto ma lo facciamo con le persone che ci propongono un futuro per Taranto, non con chi ci propone allevamenti di cozze”.

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