Acciaierie d'Italia

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Ieri prima udienza della Corte di Giustizia Europea sul caso ex-Ilva

Ieri a Lussemburgo c’è stata la prima udienza della Corte di Giustizia europea, chiamata dal Tribunale di Milano a esprimere il suo parere vincolante sulla gestione della questione Ilva da parte dell’Italia. Nella seduta di ieri sono state ascoltate le parti e, ovviamente, Governo, Acciaierie d’Italia e Ilva in A.S. hanno dichiarato di essere in regola con le norme, cosa opinabile nonostante queste siano state scritte a posta per favorirla.

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Mancanza di soldi, inquinamento e guai giudiziari: Ilva mai stata così vicina alla chiusura

Martedì scorso la Commissione Attività produttive della Camera ha ascoltato in audizione il presidente di Acciaierie d’Italia Franco Bernabè sulle prospettive industriali del siderurgico di Taranto. Specificando, come risaputo, di non avere poteri gestionali, che sono in capo al socio privato ArcelorMittal, Bernabè ha sostanzialmente, e chiaramente, definito il quadro di un declino annunciato. Una serie di grane di difficilissima soluzione, cui si sono aggiunte anche quelle giudiziarie legate alla Corte UE, al TAR e alle nuove indagini dei Carabinieri del NOE. In questo post le analizzeremo una ad una per rendere più chiara la situazione.

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UE: «Illegittime le autorizzazioni ambientali al siderurgico di Taranto»

Accade in questi giorni che la Commissione europea nella memoria depositata alla Corte di Giustizia Ue che il prossimo 7 novembre discuterà la questione pregiudiziale sollevata dal Tribunale di Milano a proposito della Direttive Ue sulle emissioni industriali, affermi che «Quando la violazione presenta un “pericolo immediato” per la salute umana o minacci di provocare ripercussioni “serie ed immediate” sull’ambiente», la Direttiva «prevede che l’esercizio dell’installazione deve essere sospeso fino al ripristino della conformità»

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I nodi d’acciaio vengono al pettine

Acciaierie d’Italia starebbe per uscire dalla federazione di categoria delle imprese siderurgiche italiane. Si tratterebbe di un’ulteriore frattura fra l’azienda e il tessuto economico nazionale, dopo le note diatribe fra la componente privata (che detiene il 62% della società) e quella pubblica (38%). Da più parti si paventa anche un possibile commissariamento di AdI da parte del Governo, con l’idea di coinvolgere un nuovo privato, ma questa ipotesi è frenata dal serio rischio che lo Stato si trovi a dover pagare ingentissime penali ad ArcelorMittal, così come previsto dal contratto del 2018. Altre fonti non confermate, sostengono finanche la presenza di un dossier che prevederebbe la messa in liquidazione dell’azienda.

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La Procura di Taranto torna a indagare sull’ex-Ilva

È notizia di questa mattina: nella fabbrica sono entrati i carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico), su mandato dei pm Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo. Si ipotizzano pesanti reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Al centro dell’attenzione, ancora una volta, il benzene, sostanza altamente cancerogena. Già da mesi le autorità sanitarie in concerto con Arpa Puglia, avevano allertato il Comune di Taranto riguardo le emissioni di questa sostanza inquinante. Per questo motivo si era mossa l’amministrazione, con l’ordinanza sindacale del 22 maggio scorso, su cui si esprimerà il TAR di Lecce, il prossimo 26 ottobre.

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Ex-Ilva: ho visto lei che frega lui, che ammazza noi

Semi citando il testo di una nota canzone, secondo indiscrezioni, lo Stato Italiano intenderebbe immettere ancora fondi sullo stabilimento ex-Ilva per mano del Ministro Fitto (lui), mentre l’AD Morselli si impegnerebbe in modo che al momento risulta quanto mai vago sul cambio di marcia nella gestione operativa (lei) che non ci sarà.

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Ex-Ilva: c’è più futuro spegnendo la fabbrica

I sindacati confederali hanno scritto una lettera alla Presidente del Consiglio Meloni per chiedere un intervento salvifico per l’ex-Ilva di Taranto. Invitiamo, ancora una volta, i sindacati a riconsiderare la propria posizione, per abbracciarne una di maggior prospettiva costituita dalla programmazione di un futuro senza la fabbrica. L’apertura di un grande laboratorio partecipativo sul modello della Ruhr che sia in grado di traguardare verso nuovi orizzonti l’economia del territorio e i lavoratori verso un nuovo e sano impiego.

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L’avvilente bollettino dell’ex-Ilva di Taranto

Lo SPESAL, Servizio per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro, nei giorni scorsi ha imposto il fermo di un convertitore dell’acciaieria 2 per problemi di sicurezza. l’8 settembre un lavoratore dell’appalto delle pulizie ha seriamente rischiato di essere risucchiato dal motore di un nastro trasportatore spento appena in tempo da un collega. Aumento delle emissioni di benzene e scarse manutenzioni che generano svariate problematiche di sicurezza nel reparto batterie cokerie. Una fabbrica allo sbando.

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Scadute le prescrizioni AIA per Acciaierie d’Italia

Sono scadute le prescrizioni previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale dell’ex-Ilva datate 2011. A distanza di dodici anni, molte di queste non sono state ancora realizzate. Fra di esse alcune ritenute molto importanti per la salute della popolazione. L’emergenza continua a riguardare diversi inquinanti nocivi i cui limiti sono stabiliti da leggi scritte a posta per favorire la produzione.

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Arriva il 15° decreto salva-Ilva: aggirati sequestro e confisca degli impianti, via libera alla vendita

Il Ministro per gli Affari europei, il Sud e il PNRR, Raffaele Fitto, ha presentato ieri in Senato un emendamento al decreto “Salva infrazioni” ad hoc per l’ex-Ilva. L’obiettivo, piuttosto esplicito, è quello di aggirare il dissequestro degli impianti mettendo il bavaglio alla Magistratura, così da mettere Mittal nelle condizioni di acquistare, come pattuito, i rami d’azienda oggi solo locati. Vengono aggirate, in pratica, le condizioni sospensive del contratto fra Stato e AM InvestCo.

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Bilanci Acciaierie d’Italia: Invitalia vota a favore nonostante le gravi omissioni di ArcelorMittal

Lo scorso 3 maggio si è tenuta l’assemblea della holding che controlla Acciaierie d’Italia, nella quale è presente anche la partecipata statale Invitalia. Nel verbale dell’assemblea un duro atto d’accusa da parte di Invitalia che denuncia mancanza di informazioni e aggiornamenti fondamentali al socio pubblico. In particolare, il mancato rispetto degli accordi da parte di ArcelorMittal.

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Ex-Ilva: Arpa Puglia presenta le sue osservazioni all’AIA. Falle e omissioni sul piano ambientale

Arpa Puglia ha presentato al Ministero dell’Ambiente le proprie osservazioni sulla richiesta di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale presentata da Acciaierie d’Italia. A giudizio di Arpa mancano le valutazioni sanitarie relative allo scenario produttivo di 6 milioni di tonnellate all’anno ed anche per le 8 a cui si vorrebbe arrivare. In più l’azienda non ha indicato alcun intervento migliorativo finalizzato alla risoluzione delle problematiche o alla mitigazione e riduzione delle emissioni e nei documenti mancherebbero diversi allegati di pubblico interesse. Arpa fa inoltre presente gli attuali incrementi emissivi di benzene.

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