Presentata la seconda denuncia contro Acciaierie d’Italia

Dopo quella di Giustizia per Taranto depositata a maggio di quest’anno, grazie all’iniziativa dello storico attivista tarantino Luciano Manna, è stata depositata questa mattina in Procura la seconda denuncia querela nei confronti della fabbrica per la gestione degli impianti da parte di ArcelorMittal prima e Acciaierie d’Italia poi.

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Illustrato il piano industriale (di massima) del siderurgico: si continua a salvaguardare unicamente il profitto

Ieri al Ministero dello Sviluppo Economico, alla presenza dell’AD di Acciaierie d’Italia Morselli, del presidente Barnabè e dello stesso ministro Giorgetti, è stato illustrato il piano industriale di massima per l’ex-Ilva. Si pensa ancora a salvaguardare il profitto.

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“Taranto ha una qualità dell’aria invidiabile”, il negazionismo che conviene a qualcuno

Secondo una ricerca rilanciata da Il Sole 24 ORE (condivisa anche dal parlamentare Gianpaolo Cassese), i dati che mettono Taranto tra le città con minore PM10 in Italia, sfaterebbero uno dei “luoghi comuni” dell’ambientalismo: “Taranto non è una città inquinata ma anzi si caratterizzerebbe per una qualità dell’aria invidiabile!”. Una conclusione imbarazzante del giornalista Jacopo Gilberto, già portavoce, nel 2012, dell’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini che, in passato, noi tarantini abbiamo avuto modo di conoscere molto bene… Questo articolo, non solo offende il dramma e le troppe vittime innocenti che il nostro territorio conta, ma dimostra la completa impreparazione (o volontà di strumentalizzazione) di chi ha interpretato i risultati dello studio.

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Associazioni e movimenti al tribunale per la revoca all’uso degli impianti del siderurgico

Questa mattina davanti all’ingresso del tribunale di Taranto ha avuto luogo il sit-in chiamato nei giorni scorsi da Giustizia per Taranto, Taranto Respira, Legamjonici, Peacelink, Hermes Academy, Una Strada Diversa ed Europa Verde. L’istanza rappresentata questa mattina, assieme a tante e tanti cittadini, è stata chiarissima: si chiede che la Procura faccia richiesta di revoca della facoltà d’uso concessa nel 2012 agli impianti dell’area a caldo dell’ex-Ilva posti sotto sequestro. Le evidenze delle intercettazioni nell’ambito dell’inchiesta all’e

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Sit-in al tribunale per chiedere la revoca della facoltà d’uso agli impianti ex-Ilva sotto sequestro

Quando fu concessa la facoltà d’uso dell’altoforno 4, dopo la morte di Giacomo Campo, vi erano, a Taranto, un Procuratore Capo, Carlo Maria Capristo, e un commissario dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria, Enrico Laghi. Entrambi, oggi, sono accusati di aver agito, contrariamente ai loro doveri, in favore dell’immediato dissequestro degli impianti. Alla luce anche di queste indagini e ipotesi di reato, che evidenziano l’esistenza di uno schema di pressioni illecite e corruttive nella gestione della vicenda Ilva, chiediamo, con forza, alla Procura della Repubblica di Taranto, di chiedere la revoca della facoltà d’uso di tutti gli impianti dell’area a caldo.

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Sentenza CEDU: Legamjonici replica alle osservazioni del Governo italiano

Lo Stato italiano ha risposto alla richiesta di informazioni da parte del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa che vigila sull’esecuzione della sentenza CEDU del gennaio 2019.Il comitato Legamjonici ha replicato alle falsità dichiarate dall’Italia scrivendo nuovamente al Comitato dei Ministri europeo ed illustrando la reale situazione di Taranto. Non si molla di un centimetro nella battaglia per ridare giustizia al nostro territorio.

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Taranto dice basta!

ll Consiglio di Stato ha negato lo spegnimento dell’area a caldo, andando in contrasto con la sentenza del Tar di Lecce dello scorso febbraio che ne imponeva la chiusura. Ancora una volta viene quindi negata giustizia a Taranto, nonostante la sentenza del Tribunale amministrativo di Lecce avesse emesso una sentenza con opportuni richiami a precedenti espressioni dello stesso Consiglio di Stato. Un giudizio che, alla luce delle nuove evidenze scientifiche e sanitarie che sottolineano ancora eccessi di mortalità e di mortalità e di malattie correlate agli inquinanti immessi dall’impianto siderurgico sul nostro territorio, non esitiamo a giudicare, come sempre, sbilanciato verso la produzione e il profitto piuttosto che la vita.

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Un nuovo studio dimostra relazione fra inquinamento e patologie neurologiche nei bambini

Nel nuovo studio italiano pubblicato sullo Scientific Report di Nature, é stata analizzata l’interazione tra l’arsenico (trovato nelle urine) e il piombo (trovato nel sangue) : la sinergia tra questi due inquinanti produce maggiori disturbi del comportamento, autismo, ansia e depressione. Sono stati analizzati circa 300 bambini con un’età compresa tra i 6 e gli 11 anni che vivono a ridosso del siderurgico. Disturbi da deficit di attenzione, autismo e iperattività, sarebbero riscontrati in numero maggiore, nei quartieri più vicini al siderurgico.

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Cercasi “Speranza” per Taranto: le associazioni tarantine scrivono al Ministro della Salute

il Ministro della Salute, il vero grande assente nella vertenza Ex-Ilva: nessuna dichiarazione e presa di posizione pubblica nonostante la questione riguardi un disastro sanitario drammatico per la nostra comunità. Eppure il Ministro Roberto Speranza è, in virtù dell’emergenza derivante dalla pandemia Covid, oggettivamente molto presente negli ultimi mesi nel dibattito pubblico e lo fa sempre difendendo, in maniera egregia e rigorosa, la salute pubblica ed il principio per il quale nessun interesse economico può derogare la necessità di salvaguardare la salute dei cittadini. Non capiamo, però, il motivo per cui il Ministro della Salute, non rivendichi tale sacrosanto principio anche per Taranto e la sua comunità.

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Dopo la sentenza di oggi l’accordo Stato-Mittal può saltare!

Fra i tantissimi elementi di valutazione politica dopo la sentenza di questa mattina, una assume rilevanza fondamentale per il futuro di Taranto: con la confisca degli impianti stabilita oggi, prende solidamente corpo una delle condizioni per la fuoriuscita di ArcelorMittal dall’acquisto degli asset dell’ex Ilva. È infatti praticamente impossibile che al 2022, data entro la quale Mittal dovrà esercitare il suo diritto di acquisto, la confisca stabilita oggi venga meno, poiché è altamente improbabile che per quella data si arrivi ad una sentenza di terzo grado che possa sovvertire la decisione odierna.

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Ambiente Svenduto: tutti condannati! Associazioni presidiano la sentenza

Questa mattina all’esterno delle Scuole CEMM , abbiamo dato luogo all’annunciato presidio in occasione della lettura della sentenza del processo Ambiente Svenduto. Tante le persone e le realtà dell’attivismo tarantino che hanno risposto alla chiamata per questo primo, storico, appuntamento di Taranto con la giustizia. Abbiamo ascoltato insieme le condanne emesse: tutti gli imputati sono stati decretati colpevoli e la fabbrica individuata come corpo del reato.

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Nuova Valutazione del Danno Sanitario per l’ex-Ilva: il rischio resta inaccettabile

E’ stato redatto da Arpa, Aress e Asl il documento scientifico sulla nuova Valutazione del Danno Sanitario in riferimento all’attuale autorizzazione concessa all’ex-Ilva. Lo rivela oggi La Gazzetta del Mezzogiorno. L’analisi fa riferimento allo scenario produttivo di 6 milioni di tonnellate di acciaio all’anno. La notizia non può che avere un peso enorme in relazione ai piani del Governo che vogliono portare a 8 milioni la produzione annua.

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