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Immunità penale: cosa bolle in pentola?

Cosa bolle in pentola? Cosa c’è dietro gli annunci di cancellazione dell’immunità penale a Mittal? Ma soprattutto è tutto vero o è il solito gioco del tira e molla?

La cancellazione dell’immunità penale, le posizioni di alcuni politici pro chiusura area a caldo, noi aggiungeremmo anche la crisi del mercato dell’acciaio, hanno fatto sì che Mittal minacciasse di mandare a casa 5.000 lavoratori. D’altronde l’azienda non è nuova a questi ricatti, infatti nel corso di quest’anno di gestione franco-indiana, ogni volta che si parla di rivedere qualche norma che in qualche modo cerca di recuperare un minimo di quel diritto violato dai numerosi decreti salva-acciaio, arriva puntualmente la minaccia di licenziamento.

Intanto il cambio di guida di Mittal Italia, con la scelta di Lucia Morselli, nota “taglia teste”, sembra però confermare l’intenzione di ridurre il personale. E senza immunità penale anche i lavoratori che devono firmare documenti o impartire ordini, hanno paura di dover rispondere, anche penalmente, del loro operato.
Certo è che tutto questo ci insospettisce, il cambio improvviso di rotta della politica locale e nazionale, almeno nelle dichiarazioni, e le azioni dell’azienda, fanno pensare che forse il quadro non è quello che vogliono mostrarci.

Noi non abbiamo mai creduto nella volontà di Mittal di investire seriamente sullo stabilimento tarantino, uno stabilimento vecchio e trascurato i cui investimenti non sarebbero giustificati dagli utili prodotti. Gli stessi “amici” di Zenica (Bosnia Erzegovina) dove Mittal è presente già da diversi anni e dove ha fatto le stesse promesse che oggi fa per Taranto, ci raccontano che il magnate indiano Lakshmi Mittal, ha speso per la sua casa a Londra e per il matrimonio della figlia, più di quanto aveva promesso di investire per i lavori presso lo stabilimento bosniaco.

Le uniche certezze che oggi abbiamo sono i fumi che col calare del sole offuscano il tramonto tarantino, la coltre grigio-rossa che al mattino si spande sullo sky-line della città, nonché l’assenza di una strategia chiara e di una programmazione seria da parte della politica a tutti i livelli

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