sabato, Maggio 16, 2026
AmbientePolitica

ARPA Puglia retta da un CdA, l’attentato della Regione alla terzietà dell’Agenzia per l’Ambiente

Le recenti decisioni della Regione Puglia rappresentano un serio campanello d’allarme per chiunque abbia a cuore la tutela dell’ambiente e della salute pubblica. L’approvazione di una riforma che introduce nuove poltrone dirigenziali all’interno di ARPA Puglia e delle società partecipate regionali pone interrogativi inquietanti: l’autonomia delle istituzioni tecnico-scientifiche è davvero garantita?

ARPA Puglia, nata per essere un organo indipendente incaricato di monitorare e proteggere l’ambiente, rischia di trasformarsi in un’estensione del potere politico. Ci chiediamo: cosa significa, in concreto, affidare la nomina dei suoi vertici alla politica?

Quale fiducia possiamo riporre in un’istituzione che potrebbe essere condizionata nelle sue scelte e nei suoi giudizi?

Perché la politica pugliese sceglie di percorrere la strada opposta, accentrando il controllo su organismi che dovrebbero essere guidati esclusivamente da competenze tecniche e scientifiche?

Ci chiediamo: cosa accadrebbe, ad esempio, se #ARPA – che ha già espresso parere contrario su progetti come il dissalatore – fosse domani guidata da un Consiglio di Amministrazione nominato dalla Regione?

Come si rifletterebbe questo cambiamento sulle decisioni e sui pareri tecnici, fondamentali per la tutela dell’ambiente e della salute delle persone?

Come associazione, denunciamo con forza questa deriva politica che mette in pericolo l’indipendenza delle istituzioni create per operare in difesa del bene comune. È accettabile che il diritto alla salute e a un ambiente sano venga subordinato a logiche di potere?

Chiediamo l’immediata revisione di questa riforma regionale e l’adozione di standard nazionali che garantiscano nomine basate su merito e competenza tecnica, anziché su criteri politici. Non possiamo restare in silenzio di fronte a un attacco così grave ai principi di autonomia e trasparenza. Se non ora, quando? Se non noi, chi?