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Ennesima vittima di Stato all’Ilva, sit-in di protesta e incontro col Prefetto

Angelo Fuggiano è l’ottavo morto sul lavoro in Ilva, dal 26 Luglio 2012. L’ennesima vita rubata dalla fabbrica della morte che lo Stato si accanisce a tenere invita contro ogni legge morale. L’immunità penale, l’AIA concessa e persino derogata, i contratti al buio, gli impianti in marcia nonostante cadano a pezzi e siano sequestrati,si ergono a simbolo di un esperimento che si continua a perpetrare sulla pelle di lavoratori e cittadini in modo inaccettabile. Nel pomeriggio di oggi ha avuto un sit-in auto-convocato dalla cittadinanza per manifestare rabbia e dolore per questo ennesimo evento luttuoso dovuto all’infausta presenza dell’Ilva sul territorio. Un momento di reazione ma anche di riflessione che possa sensibilizzare, ancora una volta, alla necessità,inderogabile, di mettere in salvaguardia la vita umana – dentro e fuori dalla  fabbrica.

In serata un gruppo di attivisti ha chiesto e ottenuto di incontrare in delegazione il Prefetto di Taranto, chiedendo di cambiare radicalmente la storia di questo territorio e ribadendo la necessità di voltare pagina e aprire a un piano B che  emancipi il territorio dalle grandi industrie assassine del territorio. La risposta, ancora una volta, è stata sconfortante, interlocutoria e vacua.

Qui il video col resoconto dei delegati di movimenti e associazioni, Virginia Rondinelli, Celeste Fortunato e Luca Contrario, dopo l’incontro col Prefetto.

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