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Taranto senza Ilva, il grido della città alla marcia per il Clima di Roma

Taranto si è presentata a Roma con straordinaria forza. Ci abbiamo creduto fin dall’inizio e si è riusciti a portare alla marcia per il clima e contro le grandi opere l’urlo della città che chiede il cambiamento. Foltissimo e rumoroso il pezzo di corteo tarantino con le sigle che hanno redatto il Piano Taranto compatte dietro ad un unico striscione per la richiesta perentoria di chiusura del siderurgico assassino.
Al nucleo tarantino si sono aggregati numerosissimi fuori sede e le altre realtà in lotta di Puglia, a sancire un patto solidale per liberare i territori dai rispettivi drammi ambientali. In testa ai territori del Sud la rivendicazione politica dell’abbandono definitivo delle economie fossili per avviare una transazione energetica in grado di investire sulle rinnovabili rimettendo al centro l’attenzione per le persone e l’ambiente. Fortissimo il grido di Taranto contro le politiche del Governo in totale continuità con quelle che l’hanno preceduto, per rivendicare cambiamento e denunciare una sensibilità ancora tutta per le grandi lobbies e del tutto assente per l’ambiente. Una straordinarie giornata di mobilitazione che ha stretto legami molto importanti con altre realtà del Paese che vivono situazioni di disagio ambientale e con le quali si proverà a costruire un manifesto di rivendicazione comune, in grado di rendere proposta politica le istanze locali, a partire dalla pretesa di politiche energetiche di rottura con le scellerate scelte che si continuano a operare. Oltre 100.000 le presenze registrate in questo giorno speciale per la mobilitazione ambientale del Paese.

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