Ambiente

La Procura di Taranto torna a indagare sull’ex-Ilva

È notizia di questa mattina: nella fabbrica sono entrati i carabinieri del NOE (nucleo operativo ecologico), su mandato dei pm Mariano Buccoliero e Francesco Ciardo. Si ipotizzano pesanti reati di inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose. Al centro dell’attenzione, ancora una volta, il benzene, sostanza altamente cancerogena. Già da mesi le autorità sanitarie in concerto con Arpa Puglia, avevano allertato il Comune di Taranto riguardo le emissioni di questa sostanza inquinante. Per questo motivo si era mossa l’amministrazione, con l’ordinanza sindacale del 22 maggio scorso, su cui si esprimerà il TAR di Lecce, il prossimo 26 ottobre.

Come Giustizia per Taranto, speriamo che questo nuovo intervento della Magistratura, possa sferrare un grosso colpo al siderurgico, in un momento estremamente precario della fabbrica. Ricordiamo che questa nuova indagine sul benzene, si aggiunge a un’altra inchiesta con tre indagati, legata all’efficacia dei controlli ambientali in relazione agli interventi di ammodernamento dell’AIA. In tutto ciò, anche i Vigili del Fuoco stanno indagando sulla questione dei certificati antincendio, una delle prescrizioni dell’AIA scaduta il 23 agosto, che l’azienda non ha ancora soddisfatto, tanto da richiedere l’ennesima proroga.

Sul benzene producemmo un esposto/denuncia assieme alle altre realtà aderenti al Coordinamento Ambientale Taranto, a dimostrazione che questa fondamentale battaglia per il territorio, va condotta in tutte le sedi possibili.

Vogliamo essere fiduciosi. Continueremo a credere che un’altra visione di città sia possibile: una Taranto in cui si possa respirare a pieni polmoni, in cui l’immenso patrimonio storico e naturale possano essere i soli punti di forza. Sogniamo di vivere in una città normale in cui, le fabbriche che uccidono, possano essere fermate una volta per tutte.