A Laterza per dire “no” alle scorie nucleari

Domenica 28 Febbraio dalle 10 si è tenuto il sit-in promosso dal Coordinamento No Scorie Puglia e Basilicata in contemporanea con tutti i comuni interessati dal deposito unico nazionale di scorie nucleari. Buona la partecipazione e tanti gli interventi interessanti registratisi, volti a informare e sensibilizzare rispetto al tema dell’insediamento del deposito. Del coordinamento fa parte anche Giustizia per Taranto, presente con attivisti e attiviste decisi a difendere ogni progetto deleterio per il territorio tarantino, ovunque venga proposto.

Il deposito consiste in una enorme e profonda costruzione in cemento armato. Solo sessanta i giorni proposti per produrre osservazioni. Fra i siti proposti due sono a cavallo fra le province di Taranto e Matera, entrambi a breve distanza da parchi nazionali, regionali, siti SIC e ZPS che, in tutti casi, andrebbero ad interrompere quei corridoi ecologici importanti per la conservazione della biodiversità in termini di flora e fauna, ci sono una serie di riscontrate criticità tra cui la presenza di siti archeologici, reti idrogeologiche importanti o sismicità. Per non parlare dei danni economici che subirebbero i settori dell’agroalimentare e del turismo, sui quali entrambe le Regioni hanno, negli ultimi anni, investito molte risorse. Il Coordinamento si è spontaneamente formato per creare, come in passato e per diverse battaglie, un fronte comune tra due Regioni con simili problematiche ambientali, al fine di mettere in rete le associazioni di base, organizzazioni di categoria, sindacati, forze politiche e Istituzioni e far valere le ragioni dei nostri territori. Il nostro NO non nasce da un egoismo territoriale, ma da un’opportuna richiesta di informazioni più dettagliate e corrette per le comunità coinvolte. Una questione così complessa e delicata deve essere affrontata con un percorso di massima trasparenza e reale coinvolgimento delle popolazioni.

Giustizia per Taranto, da sempre impegnata a combattere i soprusi subiti per decenni dalla grande industria e causati da scelte sbagliate e poco lungimiranti a scapito della salute e della qualità della vita di un’intera comunità, ha partecipato e continuerà a vigilare sulla questione affinchè non ne vengano perpetrata altre che le future generazioni non sarebbero in grado di rifiutare.

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