La Regione Basilicata ferma Tempa Rossa: registrati eventi emissivi “anomali”

Neanche il tempo di partire ed il progetto Tempa Rossa subisce il primo stop. Ad imporlo è stata la Regione Basilicata a causa degli eventi emissivi anomali dovuti all’entrata in esercizio del primo dei nuovi pozzi di estrazione di petrolio. Manco a dirlo, la risposta della Total è stata sul modello di quelle che siamo abituati a sentire per Ilva: «il mancato rispetto dei ‘limiti emissivi” in caso di eventi anomali è contemplato dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia)».

Intanto i fatti dicono che l’Arpa Basilicata ha rilevato il superamento di soglie per diverse sostanze inquinanti a gennaio e febbraio, portando la regione a comminare una sanzione di 30.000 euro per la Total ed all’attuale diffida per porre fine agli “eventi emissivi anomali” registratisi.

Ricordiamo che il petrolio estratto in Val d’Agri arriva alla raffineria Eni di Taranto, da dove prende poi la via del mare per la raffinazione in altri siti. Per questo progetto a Taranto sono in corso i lavori di realizzazione di due piattaforme per lo stoccaggio del greggio lucano ed il prolungamento del pontile petroli per 324 metri. Tutto questo comporterà l’arrivo di diverse decine di petroliere in più ogni anno ed un carico ambientale che, secondo Arpa Puglia,  vedrà aumentare le emissioni diffuse del 12%, senza alcuna ricaduta positiva per il territorio.

Per tutto questo Comune e Provincia riceveranno 6 milioni di euro di ristoro, che è giusto ricevere, a patto che non servano per tollerare ulteriori emissioni inquinanti. Dal momento che i nostri vicini lucani stanno già avendo modo di misurare lo scarto fra le belle intenzioni dichiarate dai petrolieri e i fatti, sarà bene che si vigili e facciano tutte le opportune verifiche anche a Taranto.

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