Mittal risponde a Melucci: nessuno spegnimento. Ma non individua le fonti inquinanti

Ostruzionistico – e non certo ispirato a leale collaborazione – rispetto alle problematiche ambientali e sanitarie che affliggono l’area interessata dalle emissioni del siderurgico tarantino”.
Così, tra l’altro, è stato giudicato dal TAR di Lecce il comportamento tenuto da ArcelorMittal a seguito dell’Ordinanza del Sindaco di Taranto del 27 febbraio 2020. E` da un anno che ArcelorMittal avrebbe dovuto individuare e risolvere le criticità aziendali: ma il suo unico problema, oggi come allora, è evitare lo spegnimento degli impianti.
Nella risposta di ieri al Sindaco – che chiedeva di conoscere i tempi di fermata delle attività dell’area a caldo – neppure una parola è stata spesa su quanto stia facendo, o abbia fatto, nel frattempo, per eliminare le emissioni; neppure una parola per rassicurare la Città e i suoi abitanti; neppure una parola di scuse!
L’unica frase detta, in buona sostanza, è: per adesso non spengo, aspetto il Consiglio di Stato che dice e poi vediamo!
Aveva proprio ragione il TAR di Lecce!

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