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C’E’ CHI RAPPRESENTA LA CITTA’ E CHI L’INDUSTRIA

Il sindaco Bitetti ha annunciato che non parteciperà al corteo del 17 ottobre perché la sua posizione politica è diversa da quella di chi chiede la chiusura totale del siderurgico. Non sorprende, perché il Sindaco, in realtà, assume sempre la forma del più forte. La posizione ufficiale della sua coalizione era quella della chiusura dell’area a caldo, ma neppure questa pare essere stata difesa a spada tratta dal Sindaco.

Ora è quella della decarbonizzazione e poco importa la sua realizzabilità e il fatto stesso che forni elettrici e rigassificatore non costituiscano affatto una decarbonizzazione della fabbrica, visto che verrebbero alimentati con un’altra fonte fossile qual’è il gas.

Con quali soldi, poi si dovrebbe realizzare tutto questo? e soprattutto, con quale impatto sanitario e occupazionale? Si può sposare questa posizione senza averla verificata? E si può, invece, non sostenere quella di chi manifesterà oggi, dopo aver dimostrato tutto il dimostrabile fra studi, documenti, analisi e proposte alternative?

Il punto non è che non verrà alla manifestazione, è piuttosto quello che ha scelto di stare dalla parte sbagliata! Perché avrà pure una posizione diversa, ma pare essere più preconcetta: quella di chi non vuole scontentare quanti muovono le leve più persuasive, ossia il Governo, la Regione, Confindustria, AIGI e sindacati.

Bitetti ha anche aggiunto di voler ascoltare la città e cercare una sintesi, ma qui non si tratta di opinioni a confronto, ma di un giusto e di uno sbagliato; di responsabilità e di irresponsabilità, di un’idea percorribile e della fiera delle illusioni, di lungimiranza e di conservazione. E si preferiscono sempre le seconde.

Ci rifiutiamo di pensare all’acciaieria come unico orizzonte possibile per questa città e le istituzioni dovrebbero prendere atto che continuare a proporre identiche soluzioni allo stesso problema, non porterà a risultati diversi.

Oggi saremo in piazza, ancora una volta, per la salute, per il lavoro e per una Taranto che non debba più scegliere tra il diritto a vivere e quello a lavorare. Il Sindaco stia pure sul suo divano mentre la città che rappresenta lotta per dignità e giustizia senza di lui.

TARANTO LIBERA!