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Il 15 ottobre Regione Puglia, sindacati, istituzioni locali e forze politiche hanno concordato sulla continuitร  produttiva dellโ€™ex Ilva, purchรฉ sostenibile e compatibile con la salute, puntando sulla decarbonizzazione e sullโ€™idrogeno verde.

In questo interminabile gioco dell’oca ci chiediamo: chi certifica questa compatibilitร ? Con quali controlli indipendenti e quali garanzie immediate per Taranto? Lโ€™idrogeno verde รจ un obiettivo futuro: quali emissioni e quali rischi ci saranno nel frattempo?

Una simulazione di Confartigianato Taranto ha stimato 2.800โ€“3.500 occupati diretti in uno scenario produttivo specifico legato ai nuovi impianti DRI e i forni elettrici, non รจ una previsione ufficiale, ma pone una domanda inevitabile. I lavoratori conoscono i numeri e le garanzie occupazionali del progetto?

Intanto, il sindaco di Grottaglie Ciro Dโ€™Alรฒ propone una legge speciale per Taranto, bonifiche, riconversione industriale, nuove opportunitร  di lavoro e maggiori tutele per chi รจ esposto alle sostanze nocive. Un percorso che merita di essere discusso concretamente, senza dare per scontato che il modello attuale debba continuare.

Il 20 ottobre la Cassazione รจ chiamata a esaminare i ricorsi delle aziende contro il provvedimento relativo allโ€™area a caldo: lโ€™accordo politico non sostituisce la decisione giudiziaria nรฉ risolve da solo la questione sanitaria.

L’accanimento per il salvataggio della fabbrica รจ fuori da ogni logica ambientale, sanitaria, economica e occupazionale. Anzichรฉ fare patti in nome del passato, se ne facciano in nome del futuro, superando la fabbrica e costruendo un futuro migliore per tutte e per tutti.