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La faccia nascosta dell’impero: ieri la conferenza stampa

Ieri mattina, presso la libreria Mandese di viale Liguria a Taranto, è stata presentata alla città la seconda proiezione del film “Mittal la faccia nascosta dell’Impero”. L’incontro è stato introdotto dall’ideatrice dell’evento, Ilaria Lupo, che ha spiegato i motivi di questa riproposizione pubblica del film, dovuti alle tante richieste pervenute dopo la prima proiezione, nonché alla volontà di raggiungere quante più persone possibili e fornir loro una chiave di lettura preziosa per gli eventi in corso legati al siderurgico. Il film, infatti, racconta dell’ascesa di Mittal nel mondo dell’imprenditoria ed i suoi legami col mondo politico, economico e finanziario. Ma mostra anche come e cosa accade nei siti in cui il colosso anglo-indiano produce, con similitudini già ben visibili con gli accadimenti tarantini.

La presentazione alla stampa da parte delle organizzazioni promotrici è stata inevitabilmente anche occasione per un’analisi di massima degli ultimi accadimenti. Il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti ha illustrato i dati relativi alla relazione fra tonnellate prodotte e lavoratori impiegati nella fabbrica che Mittal gestisce in Belgio, evidenziando una sproporzione molto evidente con Taranto, realtà in cui era pertanto facilmente prevedere un corposo taglio di dipendente. Quadro che purtroppo il mondo politico e sindacale non è stato in grado di leggere per tempo, evitando i rischi legati a quest’operazione. Lo scenario attuale non può far escludere che Mittal sia realmente intenzionato a lasciare Taranto, ora che il pacchetto clienti si può dire ormai definitivamente acquisito. Marescotti ha altresì sostenuto l’irrealizzabilità della nazionalizzazione della fabbrica per via delle norme europee sugli aiuti di stato, ma ha escluso anche l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nella proprietà per via dello Statuto che vieta di investire in aziende non sane, mettendo a rischio i risparmiatori.

Alla presentazione erano presenti anche Stefano Sibilla, segretario provinciale del sindacato FLMUniti CUB, il quale ha sottolineato l’importanza della presenza di Edouard Martin al dibattito che seguirà alla proiezione. Martin è esperto di Mittal ex sindacalista della Lorena francese ed ex parlamentare europeo che seguì, fra l’altro, proprio il caso Taranto. Un’occasione preziosa per dar vita ad uno scambio di esperienze con una persona che ha vissuto in prima persona in Francia, le stesse vicende che stanno accadendo ora a Taranto.

Carla Luccarelli, dell’associazione GiorgioForever, ha rimarcato l’importanza del momento che il territorio sta vivendo, facendo un appello all’unità di intenti ed alla partecipazione alla proiezione, con particolare riferimento ai lavoratori ArcelorMittal, per i quali la visione di questo film avrebbe particolare utilità.

Infine è intervenuto Massimo Ruggieri di Giustizia per Taranto, il quale ha parlato della necessità di dotarsi di una via d’uscita alla produzione dell’acciaio, per la quale non c’è alcun motivo di perseverare. Il cenno è andato al Piano Taranto, un documento partecipativo che, partendo dall’analisi dei danni e dei costi del siderurgico, propone un programma di riconversione socio-economica del territorio con l’ausilio di fondi europei e di uno studio sulle bonifiche redatto da Confindustria.

Isde Massafra è intervenuta sulla questione con un comunicato, rimarcando come in cima alla lista di priorità del Governo ci dovrebbero essere le vere necessità dell’area di Taranto e dei tarantini: l’affrancamento dal ricatto occupazionale e uno sviluppo sostenibile che la sottragga al rischio inaccettabile cui è sottoposta da anni.

Appuntamento per domani alle 20,30 all’auditorium Tarentum.

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