Fridays for Future chiama, Taranto risponde. Grande manifestazione per clima e ambiente

Un’intera giornata di mobilitazione a Taranto per fermare il CLIMATE MONSTER.
29 novembre 2019, un giorno importante per Taranto. La giornata comincia alle 5.30 del mattino davanti alla portineria “D” dello stabilimento Mittal, dove c’è anche il sindacato USB che ha indetto lo sciopero nazionale per chiedere il fermo degli impianti insicuri ed inquinanti. Delegati sindacali, operai, cittadini ed associazioni locali, finalmente tutti insieme davanti alla fabbrica. Attraverso i volantini distribuiti e le parole dette al megafono si rivendica che quella fabbrica non può andare avanti e deve essere immediatamente fermata per tutelare innanzitutto chi ci lavora, ma anche la popolazione che vive intorno ad essa.
Molti accettano di unirsi alla protesta: “io abito qui, e anche i miei figli, e voglio che tutto questo finisca, noi vogliamo vivere e per questo oggi non entro anche se sono della UILM”, ci dice uno di loro.
Chi, nonostante tutto, sceglie di entrare passa tra la folla, che ha steso un simbolico cordone umano fatto di donne, uomini, ragazzi e operai, e timbra il suo cartellino. Al di là degli operai di comandata, ad entrare sono davvero in pochi.
Alle 10.00 di nuovo tutti insieme avanti all’ingresso di via Di Palma dell’arsenale militare, dove si sono aggiunti numerosi altri cittadini e soprattutto studentesse e studenti, ragazze e ragazzi… perché oggi è anche il loro giorno: oggi si celebra il Fridays For Future, la giornata mondiale di lotta contro i cambiamenti climatici. Questa volta sono gli operai accanto alla cittadinanza attiva per chiedere giustizia per questa città, per fermare uno dei più grossi inquinatori ambientali, il siderurgico di Taranto, definito nello stesso slogan della manifestazione un CLIMATE MONSTER. Al corteo hanno partecipato oltre 5000 persone, un grande successo di partecipazione nonostante la manifestazione sia stata organizzata in meno di una settimana.


L’emozione è tanta: oggi associazioni, cittadine e cittadini, studentesse e studenti, accanto agli operai, coloro che da quella fabbrica traggono quella che, probabilmente, è l’unica fonte di reddito della famiglia, ma che finalmente hanno capito che l’unica via è la sua chiusura. Perché partendo dallo spegnimento si tutela la vita, ma si tutela anche il lavoro, quel lavoro che può arrivare dalle bonifiche e dalla riconversione. E perché il lavoro in fabbrica oramai è chiaro a tutti: sarà sempre meno (Mittal vuole più che dimezzare l’attuale forza lavoro).
La giornata è proseguita con concerti in piazza della Vittoria fino a tarda sera.
Ma non finisce qui: Taranto non si ferma, il nostro territorio non si arrende.
Una giornata storica!

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