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Il Governo vuole aumentare la produzione oltre i limiti sanitari accettabili

In questi giorni di estremo caos sulla vicenda ilva, balza agli occhi un unico fatto inequivocabile:
PER IL GOVERNO È INDISPENSABILE PRODURRE ACCIAIO NEL SITO DI TARANTO.

La cosa che sconvolge di più – fate molta attenzione – è la proposta che arriva proprio dal nostro governo.
Mentre Arcelor Mittal propone 4700 esuberi e una produzione (massima) di 6 milioni di tonnellate annue di acciaio, il Governo pensa bene di “rilanciare” a 8 milioni di tonnellate! Tutto ciò, come se le regole del mercato non esistessero e come se non esistesse una sovrapproduzione di acciaio nel mondo.
Diciamocelo chiaramente: negli ultimi anni abbiamo gettato oltre 5 miliardi di euro di soldi pubblici per cercare di rimandare il problema dell’Ilva di Taranto.
Non vi è stata (e non vi è) una visione politica chiara e lungimirante da parte di tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi 10 anni.
E così, anche l’attuale governo, adesso, si inerpica in una produzione di acciaio a tutti i costi che possa arrivare a 8 milioni!
Questo conta, più di tutto il resto: più della salute, della sicurezza e dell’ambiente. Ovviamente, per fare questo, si utilizzano parole ad effetto per ingannare la popolazione: “facciamo il Cantiere Taranto”, “la salute al primo posto”, “salvaguardiamo ambiente e lavoro”.
Un po’ come in precedenza si è fatto, coniando un termine del tutto sconosciuto a qualunque vocabolario: ambientalizzazione.
L’attuale Governo, tramite i Commissari straordinari in A.S., ha già detto che ricorrerà avverso la decisione del dott. Maccagnano, pur di opporsi al blocco di Afo2.
Poco importa che la memoria di Alessandro Morricella possa essere schiaffeggiata, poco importa che Afo2 sia considerato un impianto CRIMINALE (per stessa ammissione dell’amministratore delegato Morselli).

Produrre acciaio, sempre, a prescindere, ad ogni costo.
Anche se il costo, in questo caso, è la nostra salute e quella dei dipendenti dello stabilimento siderurgico.
O, anche, il costo della dignità persa… come quella dei cinque parlamentari tarantini muti, eletti qui a Taranto, pensate un po’, proprio per chiedere la chiusura del siderurgico!

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