La presentazione del libro Scamunéra di Lorenzo Sani, presidio di cultura e legalità

Prendendo spunto dal romanzo di Sani, l’occasione della presentazione di Scamunéra, di Lorenzo Sani, ieri in piazza Marconi, è stata utile per confrontarsi e interrogarsi su uno dei periodi più bui della storia di Taranto, con la guerra di mala che ne insanguinò le strade negli anni ’90. Ma anche, e soprattutto, un modo per opporci, coi nostri corpi e con le nostre parole, alle mafie, alle organizzazioni criminali, alla massoneria e all’indifferenza.
Tante le persone che hanno risposto a questa esigenza animando l’Agorà di piazza Marconi, pur in un caldo pomeriggio di inizio agosto, con una presentazione che è diventata confronto vivo e assai sentito. Parlare di quanto accadde a Taranto in quel periodo è un esercizio di memoria prezioso che, come tale, si fa argine al ripetersi di situazioni simili. La malavita, in città come in tutto il Paese, ha preso nuove forme e sono quelle del radicamento nel mondo della politica e dell’economia cui occorre continuare a vigilare. Tanto più che il nostro territorio sta conoscendo, e conoscerà a breve, l’arrivo di progetti che porteranno appalti plurimilionari. Una responsabilità che non appartiene solo agli inquirenti, ma a tutta la città.

Sinossi del romanzo: Una famiglia criminale dà origine alla faida più cruenta che si ricordi in Puglia, esplosa sul finire degli anni Ottanta. Sulla scorta di atti giudiziari e testimonianze, prende vita un racconto fantastico, ispirato a quel terribile periodo segnato da oltre 160 omicidi a Taranto e dintorni nel giro di pochi mesi.

Lorenzo Sani, giornalista e scrittore, già inviato speciale del Quotidiano Nazionale, è stato impegnato dapprima al seguito delle più importanti manifestazioni sportive in Italia e in campo internazionale, Olimpiadi incluse, poi sui principali fatti di cronaca, politica, costume e società, con inchieste, reportages, editoriali. Ha pubblicato per Laterza, Einaudi, Minerva, F. P. Ferrandiz di Madrid e sceneggiato col regista Matteo Vicino Lovers, vincitore di qualificati festival internazionali in Europa e negli Stati Uniti nel 2018. E’ da tempo attivo nel volontariato, con esperienze in Rwanda e sulle ambulanze della Croce Rossa. Inoltre è co-fondatore e presidente dell’associazione Willy The King Group-WTKG, che promuove l’inclusione delle persone con disabilità.

Stefano Maria Bianchi, giornalista, già inviato di Sciuscià e Annozero per la Rai, poi passato a LA7 per Servizio pubblico e Announo. Ha scritto “Geometra Cito sindaco di Taranto” (Kaos, 1996), è stato coautore di “Toghe sporche”, documentario sui processi Imi-Sir e Lodo Mondadori. Vincitore del Premio Ilaria Alpi nel 2002 e nel 2004. La sua sceneggiatura “The Italian Dream” si è aggiudicata il premio europeo Media, Nel 2005 ha diretto il documentario “La mafia è bianca” e nel 2019 ha curato e diretto il docu-film “Ilva. A denti stretti” sul dramma ambientale di Taranto (visibile su Rai Play a questo link).

La serata raccontata dagli scatti di Maria R. Suma

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