“Persone che devi conoscere”, la straordinarietà delle storie normali

Il libro è “Persone che devi conoscere”. L’autrice nell’introduzione spiega perfettamente cosa ha fatto scaturire questa ricerca. È un libro di storie, di persone comuni e storie normali, non eccezionali. In un paese che ci vede sempre alla ricerca di eroi, nei giochi televisivi del cosiddetto “X Factor”, quel quid interiore che solo pochi eletti possiedono.

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“Marinai perduti”, un inno a chi non si arrende

Jean Claude Izzo è stata una grande penna. I suoi libri sono tutti di uno spessore incredibile. Ambientati a Marsiglia, si ha la possibilità di perdersi tra i vicoli di questa città portuale e multietnica. Le sue descrizioni sono così semplici e dettagliate che in bocca si percepisce un sapore speziato e i capelli sono carichi di salsedine del Mediterraneo. Tra i pochi libri che ci ha donato, a causa di una scomparsa prematura, il mio consiglio è “Marinai Perduti”. Narra di una nave, l’Aldebaran, vecchia e abbandonata nel porto d Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. La storia gira attorno ai tre marinai, appunto perduti, il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e Nedim il marconista. Vivono una lontananza forzata dal mare che li costringe a fare i conti con le rinunce che ha comportato.

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“It”, un insospettabile libro formativo

Questo libro non è un horror: It, o Pennywise, il male, passa in secondo piano. Le problematiche trattate sono molteplici, dal bullismo, alla violenza domestica, alle nevrosi trasmesse dai genitori ai figli. Il razzismo nei confronti dei neri e ebrei, l’omofobia, la violenza, le prime scoperte sulla masturbazione e le spiegazioni tra amici. Il dolore da parte di genitori che perdono un figlio. Il dolore di perdere un fratello. Un capolavoro da non farsi mancare.

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“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”

Lolita, generò scandalo per il tema trattato e fu più volte rifiutato dalle case editrici. Anche per chi non lo ha letto è familiare il titolo ed evoca nell’immaginario comune una ragazzina provocante e immatura. Narra della passione ossessiva e ingestibile di un uomo adulto, un professore, nei confronti di un’acerba ragazzina.
Lolita a Teheran narra invece della storia di Azar Nafisi, una docente universitaria che a partire dalla Rivoluzione islamica dell’ayatollah Khomeini nel ’79 fino alla fine degli anni ’90 vive enormi difficoltà ad insegnare letteratura, un’ambiente sempre più radicale, libri proibiti, musica inascoltabile e parole inaccessibili. Troverà il modo per rivendicare e divulgare libertà.

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