La presentazione del libro Scamunéra di Lorenzo Sani, presidio di cultura e legalità

Prendendo spunto dal romanzo di Sani, l’occasione della presentazione di Scamunéra, di Lorenzo Sani, ieri in piazza Marconi, è stata utile per confrontarsi e interrogarsi su uno dei periodi più bui della storia di Taranto, con la guerra di mala che ne insanguinò le strade negli anni ’90. Ma anche, e soprattutto, un modo per opporci, coi nostri corpi e con le nostre parole, alle mafie, alle organizzazioni criminali, alla massoneria e all’indifferenza.

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“Il sentiero dei nidi di ragno”: lo sguardo originale di Calvino sulla Resistenza

Il protagonista di questo libro è Pin, un bambino orfano di dieci anni. Un bambino completamente abbandonato a se stesso, in cerca di amore e che, pur di riceverlo ed attirare l’attenzione, pur di esistere agli occhi disattenti degli adulti, ruba una pistola ad un tedesco. Dovendola nascondere, trova un posto segreto, solo suo, un sentiero dove i ragni fanno il nido. Lo rivelerà un giorno, quando troverà un vero amico. Costretto a vagabondare, Pin inciampa in una storia, nella Storia più grande di lui. Incontra un gruppo di partigiani, e pur senza capirne le motivazioni, ne entra a far parte.

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Tutto chiede salvezza

Ho appena terminato la lettura di questo libro. L’episodio più brutto, visto nel campo lavorativo, è il TSO. Ne ho

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Il Conte di Montecristo: è nato a Taranto il più grande romanzo dell’800

Il libro che oggi popolerà il nostro spazio è Il Conte di Montecristo, il più grande romanzo dell’Ottocento ha i natali nella meravigliosa città di Taranto. Tutti conosciamo la trama, se non per il libro per le varie trasposizioni cinematografiche, per le serie che ha ispirato, senza farci spaventare dalla mole, se si ha il coraggio di aprirlo, ben presto si resta intrappolati dentro questa storia. Dumas ci ha donato questo capolavoro nel 1844, ambientato nella Francia della Restaurazione e della monarchia di Luigi Filippo.

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“Persone che devi conoscere”, la straordinarietà delle storie normali

Il libro è “Persone che devi conoscere”. L’autrice nell’introduzione spiega perfettamente cosa ha fatto scaturire questa ricerca. È un libro di storie, di persone comuni e storie normali, non eccezionali. In un paese che ci vede sempre alla ricerca di eroi, nei giochi televisivi del cosiddetto “X Factor”, quel quid interiore che solo pochi eletti possiedono.

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“Marinai perduti”, un inno a chi non si arrende

Jean Claude Izzo è stata una grande penna. I suoi libri sono tutti di uno spessore incredibile. Ambientati a Marsiglia, si ha la possibilità di perdersi tra i vicoli di questa città portuale e multietnica. Le sue descrizioni sono così semplici e dettagliate che in bocca si percepisce un sapore speziato e i capelli sono carichi di salsedine del Mediterraneo. Tra i pochi libri che ci ha donato, a causa di una scomparsa prematura, il mio consiglio è “Marinai Perduti”. Narra di una nave, l’Aldebaran, vecchia e abbandonata nel porto d Marsiglia a causa del fallimento dell’armatore. La storia gira attorno ai tre marinai, appunto perduti, il libanese Abdul Aziz, il greco Diamantis e Nedim il marconista. Vivono una lontananza forzata dal mare che li costringe a fare i conti con le rinunce che ha comportato.

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“It”, un insospettabile libro formativo

Questo libro non è un horror: It, o Pennywise, il male, passa in secondo piano. Le problematiche trattate sono molteplici, dal bullismo, alla violenza domestica, alle nevrosi trasmesse dai genitori ai figli. Il razzismo nei confronti dei neri e ebrei, l’omofobia, la violenza, le prime scoperte sulla masturbazione e le spiegazioni tra amici. Il dolore da parte di genitori che perdono un figlio. Il dolore di perdere un fratello. Un capolavoro da non farsi mancare.

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“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”

Lolita, generò scandalo per il tema trattato e fu più volte rifiutato dalle case editrici. Anche per chi non lo ha letto è familiare il titolo ed evoca nell’immaginario comune una ragazzina provocante e immatura. Narra della passione ossessiva e ingestibile di un uomo adulto, un professore, nei confronti di un’acerba ragazzina.
Lolita a Teheran narra invece della storia di Azar Nafisi, una docente universitaria che a partire dalla Rivoluzione islamica dell’ayatollah Khomeini nel ’79 fino alla fine degli anni ’90 vive enormi difficoltà ad insegnare letteratura, un’ambiente sempre più radicale, libri proibiti, musica inascoltabile e parole inaccessibili. Troverà il modo per rivendicare e divulgare libertà.

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