Sit-in al tribunale per chiedere la revoca della facoltà d’uso agli impianti ex-Ilva sotto sequestro

Quando fu concessa la facoltà d’uso dell’altoforno 4, dopo la morte di Giacomo Campo, vi erano, a Taranto, un Procuratore Capo, Carlo Maria Capristo, e un commissario dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria, Enrico Laghi. Entrambi, oggi, sono accusati di aver agito, contrariamente ai loro doveri, in favore dell’immediato dissequestro degli impianti.

Alla luce anche di queste indagini e ipotesi di reato, che evidenziano l’esistenza di uno schema di pressioni illecite e corruttive nella gestione della vicenda Ilva, chiediamo, con forza, alla Procura della Repubblica di Taranto, di chiedere la revoca della facoltà d’uso di tutti gli impianti dell’area a caldo. Chiediamo altresì la definitiva chiusura degli impianti inquinanti, tutt’ora in funzione, benché sottoposti a sequestro sin dal 2012 per la loro pericolosità. In questi anni nulla è cambiato: in Ilva, gli incidenti sono all’ordine del giorno; di Ilva, a Taranto, ci si continua ad ammalare e si continua a morire! I decisori politici prendano atto che, oltre agli sconcertanti scenari che emergono dalle vicende giudiziarie, non ci sono motivi sanitari, ambientali, economici e tecnici per proseguire con questo stillicidio.

Per questo invitiamo a partecipare: ci vediamo davanti al Tribunale, in via Marche, giovedì 14 ottobre alle ore 11.00! Chiediamo giustizia per i cittadini di Taranto e del mondo!

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