“Taranto ha una qualità dell’aria invidiabile”, il negazionismo che conviene a qualcuno

Secondo una ricerca rilanciata da Il Sole 24 ORE (condivisa anche dal parlamentare Gianpaolo Cassese), i dati che mettono Taranto tra le città con minore PM10 in Italia, sfaterebbero uno dei “luoghi comuni” dell’ambientalismo: “Taranto non è una città inquinata ma anzi si caratterizzerebbe per una qualità dell’aria invidiabile!”

Una conclusione imbarazzante del giornalista Jacopo Gilberto, già portavoce, nel 2012, dell’ex ministro dell’ambiente Corrado Clini che, in passato, noi tarantini abbiamo avuto modo di conoscere molto bene… Questo articolo, non solo offende il dramma e le troppe vittime innocenti che il nostro territorio conta, ma dimostra la completa impreparazione (o volontà di strumentalizzazione) di chi ha interpretato i risultati dello studio. Una corposa letteratura scientifica spiega, infatti, l’enorme differenza di pericolosità ed incidenza sulla mortalità tra il PM10 di origine urbana (che è quello considerato dalla ricerca) ed il PM 10 di origine industriale (quello che respiriamo qui). Come ha scritto l’epidemiologo Fabrizio Bianchi in un recente lavoro pubblicato su Scienza in rete, agli incrementi di 10 mcg/m3 di PM10 a Taranto corrisponde un incremento di mortalità di 0,69%, che è più che doppio rispetto ad altre città italiane, europee e americane.

E questo perché?

Ce lo spiega il dott. Francesco Forastiere, nel suo studio di coorte su Taranto, consegnato il 3 ottobre 2016 alla Regione Puglia. Lo studio dimostra come, all’aumento di 10 mcg/m3 del PM10 di origine industriale, si è riscontrato un aumento del rischio di mortalità del 4%.Quindi nel quartiere Tamburi c’è una miscela di due tipi di PM10, uno di origine urbana e uno di origine industriale. Il primo impatta sulla mortalità (per ogni incremento di 10 mcg/m3) di circa il +0,3% nell’incremento dei decessi, mentre il secondo del +4%.Questa miscela rende il PM10 respirato vicino al l’ILVA molto più tossico e, quindi, non paragonabile con il PM10 respirato a Milano o a Torino. E poiché il PM10 di Taranto, rilevato nelle centraline più vicine allo stabilimento siderurgico, risulta nettamente più tossico, le considerazioni riportate dal Sole 24 ore sono oggettivamente errate!

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