Ancora un prestito ponte per la fabbrica boccheggiante
Con il decreto attuativo del Ministero delle Imprese, si รจ completato ieri il prestito da 149 milioni previsto dalla 21^ legge salva-Ilva varata a dicembre scorso. Questโennesimo stanziamento da parte del Governo non รจ ravvisabile come aiuto di stato poichรฉ รจ concesso a titolo oneroso (al tasso del 6,19% circa) e ne รจ prevista la restituzione allo Stato da parte del futuro acquirente.
La fretta del Governo di concederlo entro fine aprile รจ legata alla natura dello stanziamento, ossia quella del prestito-ponte, utile per assicurare la continuitร produttiva in relazione alla โgravissima crisi di liquiditร โ dellโazienda, come definita dal Mimit stesso nel provvedimento.
Questa urgenza rende necessaria anche lโaggiudicazione dei rami dโazienda della fabbrica a uno dei due acquirenti in lizza โ Flacks Group e Jindal โ diversamente i soldi del prestito resterebbero in capo allo Stato. Dunque, si sarebbe in dirittura di arrivo, non perchรฉ si sia trovato lโacquirente piรน affidabile, ma perchรฉ occorre aggrapparsi ai fondi pubblici ora a disposizione per non far affondare la nave, a prescindere dai compratori.
Insomma, si continua a considerare una sola soluzione al problema, ignorando tutti i segnali del fallimento alle porte e le persone su cui ricadrร , come sempre.
Milioni sperperati per salvare lโinsalvabile, mentre lโunico investimento degno di valore politico sarebbe chiudere la fabbrica e riconvertire lโeconomia e lโoccupazione del nostro territorio.

