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In due degli ultimi decreti salva-Ilva, quello del gennaio 2024 e quello del dicembre scorso da qualche giorno convertito in legge, lβItalia ha chiesto e ottenuto dallβEuropa due prestiti per garantire la continuitΓ produttiva della fabbrica in attesa della sua cessione. Parliamo di 320 milioni di euro prima e 149 milioni di euro poi, che sono stati concessi in deroga al divieto di aiuti di Stato.
La deroga Γ¨ stata concessa a precise condizioni:
– Limite temporale per la restituzione fissato in massimo di 6 mesi, fatta salva la presentazione di un piano di ristrutturazione o di liquidazione alla Commissione
– L’importo deve essere limitato allo stretto necessario per coprire il fabbisogno di liquiditΓ per i 6 mesi previsti, garantendo la sola continuitΓ operativa minima senza finanziare misure strutturali
Siccome, perΓ², il rischio dellβoperazione Γ¨ molto alto, il primo prestito Γ¨ stato concesso al tasso abnorme dellβ11,6% e il secondo non sarΓ difforme dal primo.
La beffa Γ¨ che tali aiuti dovrebbero essere concessi solo una volta ogni dieci anni, ma anche qui si va in deroga contando sullβimminente cessione a terzi della fabbrica. Tuttavia, questa tarda ad arrivare e sono slittati anche i termini per la restituzione del primo pacchetto di 320 milioni che, ad oggi, fa perciΓ² registrare di soli interessi oltre 55 milioni e mezzo di euro!
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I prestiti sono formalmente versati a Ilva in AS, ma i decreti prevedono che questi debbano essere girati in capo allβacquirente e detratti dalla cifra di vendita che, come sappiamo, Γ¨ stata fissata in 1 euro simbolico. In alternativa, Γ¨ previsto che lo Stato possa pretenderli da chi acquista. Pertanto, se lβaccordo non dovesse concludersi, queste somme, piΓΉ gli enormi interessi, resterebbero in capo allo Stato.
Quali sarebbero, quindi, le leve con cui il Governo puΓ² pretendere βgaranzieβ dallβunico acquirente in corsa? Nessuna, perchΓ© o si cederΓ a questi, o sarΓ fallimento totale.
Questo Γ¨ il motivo per cui si stanno stendendo i tappeti rossi a Flacks Group con la riattivazione dellβaltoforno 2 e le indebite pressioni sulla Magistratura per il dissequestro dellβaltoforno 1: si vogliono creare le migliori condizioni per produrre a pieno regime con tre altiforni, proprio come previsto dallβAutorizzazione Integrata Ambientale concessa lβestate scorsa. Ed ecco perchΓ© le azioni delle associazioni del territorio presso i tribunali ordinari e quelli amministrativi acquistano straordinaria valenza per far saltare questi piani scriteriati in danno di Taranto e dei tarantini.

