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Giustizia per Bakari Sako

Bakary Sako aveva un nome.

Aveva un lavoro.

Aveva una famiglia da mantenere.

Aveva una vita dignitosa costruita con fatica.

È stato ucciso mentre andava a lavorare.

Eppure, anche davanti a una tragedia così atroce, sui social si è scatenato il solito spettacolo indegno: commenti razzisti, odio, insinuazioni, frasi come “se l’è cercata”.

Vergogna.

Vergogna per chi riesce a disumanizzare una vittima solo perché straniera.

Vergogna per chi pensa che il colore della pelle possa attenuare la gravità di un omicidio.

Vergogna per chi trasforma il dolore in propaganda e odio.

Bakary Sako non era “uno dei tanti”.

Era un lavoratore , una persona perbene che contribuiva a questa città più di tanti che oggi sputano veleno dietro una tastiera.

Il razzismo non è un’opinione.

È una miseria morale che avvelena la nostra società e rende normale l’indifferenza davanti alla violenza.

Chiediamo verità e giustizia per Bakary Sako.

E chiediamo a questa città di scegliere da che parte stare: dalla parte dell’umanità o da quella dell’odio.