AAA cercasi Sindaco che guidi la comunità
La città di Lecce ha proclamato il lutto cittadino per la morte di Bakary Sako, Taranto no (e lo si doveva fare anche per i morti della fabbrica). Per di più, al presidio di piazza Fontana contro violenza, razzismo e tutto ciò che li causano, il Sindaco non ha sentito la necessità di stare accanto alla sua comunità sconvolta e smarrita, né di fare alcuna dichiarazione a sostegno.
Ancora una volta, il Sindaco equilibrista preferisce non schierarsi coi fatti, in quella che sembra essere la costante ricerca di moderazione di uno che non vuole mai disturbare il conducente: Ilva mezza chiusa, ma senza pestare i piedi al Governo e al Ministro Urso; ricorso al TAR per il fiume forse, ma poi che deve dire la Regione; razzismo no, ma non vengo. Poi, però, il Primo Maggio esce con un comunicato di condanna all’intervento dell’egregio prof. Montanari (che non aveva neppure visto, o che non aveva compreso) quando ancora il professore non aveva manco poggiato il microfono, lì sì riconoscendo il valore del tempismo nei gesti politici. Mettendo perfino il carico sulle responsabilità degli organizzatori, forse rei di stare con nettezza da una sola parte.
Non ci siamo per niente, caro Sindaco, non è di questo che Taranto ha bisogno. Ahinoi questa città di occasioni per prendere posizione ne offre parecchie e lei non ha mai mostrato la via. Fosse questione di opinioni differenti e pure ci si aspetterebbe un posizionamento, figuriamoci se si tratta di questioni importanti e drammatiche in cui non c’è da fare alcuna fatica a individuare il lato giusto e quello sbagliato. Come per l’ex-Ilva e come per questo terribile omicidio, da leggere non come episodio isolato, ma come pericoloso campanello d’allarme sociale. Nonostante le sue dichiarazioni tardive, siamo certi che su questo drammatico evento la sua posizione sia una, ma allora lo mostri fino in fondo! Ok la creazione dello sportello di mediazione interculturale (le foto sorridenti anche no), ma la comunità ha bisogno di una guida che stia loro accanto, con coraggio.
Anche i gesti politici sono messaggi fondamentali: lo sono naturalmente le azioni, come pure una parola giusta detta prima di dare la stura a quelle sbagliate o, appunto, una presenza che aiuti a colmare i vuoti abissali di cui siamo preda.
E’ tempo di essere partigiani fino in fondo in quest’epoca buia costellata da prevaricazioni di ogni genere. Se non si ha la tempra di sfidarle con ogni strumento a disposizione si faccia un passo indietro, perché il rischio è quello di non segnare una linea netta quando e dove va segnata, rinunciando all’inderogabile ruolo istituzionale di indicare la strada tracciando binari e confini, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutte e di tutti.
