Ambiente

ENI smentisce il suo interesse per Acciaierie d’Italia, anche questa cordata non è mai esistita

Nel goffo tentativo di vendere una fabbrica che non vuole nessuno, il povero Ministro Urso, di tanto in tanto annuncia l’interessamento di qualche cordata. Stavolta la presunta esistenza di aziende interessante all’ex-Ilva è stata raccontata dal quotidiano Il Domani, secondo il quale Arvedi ed Eni avrebbero intavolato una trattativa in merito col Governo. Neppure ventiquattr’ore ed Eni (seguita dal Ministero dell’Economia e dai commissari straordinari di Ilva in AS e Acciaierie d’Italia in AS) ha smentito di fare parte della cordata e informato che si è trattato solo di “discussioni di tipo commerciale per valutare possibili forniture di gas”. Dunque, da parte di Eni solo un interesse a fornire gas al siderurgico probabilmente, visti i precedenti, con la richiesta di garanzie statali sui pagamenti.

Ancora una volta la verità vince sulla propaganda e racconta di una fabbrica che non vuole nessuno e di un Governo che annaspa nell’illusione di poterla salvare. Chiaro è che Flacks Group e Jindal, gli unici davvero in corsa per rilevare i rami d’azienda di AdI, non sono considerati, per motivi diversi, contatti percorribili, altrimenti la cessione non sarebbe stata rinviata sine die.

Non ci si rassegna al fallimento, si insiste in questa impresa impossibile, pur di non guardare in faccia la realtà, e cioè che l’unica strada possibile è mettere il tappo agli altiforni e dirottare le enormi quantità di denaro divorate dall’ex-Ilva verso la riconversione socio-economica del territorio.