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Sulla questione ex Ilva, il PD che a livello nazionale si affanna a mettere al centro “il programma”, a Taranto finisce per tradire proprio il programma condiviso con la coalizione che ha portato all’elezione del sindaco Bitetti.

Il comunicato della segreteria provinciale del Partito Democratico tarantino ha rivendicato, in linea con il nazionale, la propria posizione sull’ex Ilva. E lo ha fatto con la consueta ambiguità: non quella di chi ascolta davvero una città che chiede di essere salvata, ma quella di chi prova a piacere contemporaneamente alla città e all’azienda.

Si torna a parlare di decarbonizzazione, lasciando intendere il passaggio a DRI e forni elettrici, senza una seria valutazione degli impatti sanitari e territoriali e senza un piano economico e occupazionale credibile. Il solito slogan con cui si ripete che bisogna “tenere insieme lavoro, salute, ambiente e futuro industriale della città”, salvo poi concentrare tutta l’attenzione soltanto sull’ultimo punto.

E qui, secondo noi, sta il nodo vero della vicenda.

La fantomatica decarbonizzazione è stata il principale alibi che ha permesso di trascinare questa situazione per 14 anni. Ma quella riconversione richiederebbe miliardi di euro che oggi non esistono, tempi lunghissimi e infrastrutture che nessuno ha intenzione e la possibilità di finanziare. Tutto ciò seguendo il mantra del ciclo integrale che, come l’intero complesso industriale, non è mai stato compatibile con la salute dei tarantini.

Eppure, il programma di coalizione del sindaco Bitetti diceva altro, cara Schlein, che sembra andare dove vanno i sindacati:

“Favorire la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva e di tutte le fonti inquinanti.”

Non era una garanzia assoluta, certo. Ma era comunque un impegno politico chiaro, che oggi viene smentito per continuare a considerare finanza, profitto e industria come totem intoccabili, condivisi di fatto con gli stessi avversari politici.

Il vantaggio di stare all’opposizione è poter promettere tutto: decarbonizzazione, tutela della salute, occupazione, rilancio industriale. Senza preoccuparsi troppo della percorribilità reale delle proposte, della loro sostenibilità economica e dei tempi necessari per realizzarle.

Allora siate coerenti fino in fondo. Non fate finta che di Taranto e di chi la abita vi importi davvero qualcosa.

Alla nostra comunità importa e tanto basterà per fermare altre ipotesi disgraziate sulle nostre teste.