IL CONTO ALLA ROVESCIA È TERMINATO: CHE I GIOCHI ABBIANO INIZIO!
In questi giorni la nostra città sembra aver indossato il suo abito migliore. Le strade piene di turisti, gli atleti arrivati da ogni parte del Mediterraneo, lingue diverse che si mescolano alle nostre voci.
La Nave Palinuro ormeggiata davanti al Castello Aragonese, quasi fosse lì a completare una cartolina.
Ieri sera la parata delle società sportive tarantine, con una città intera che finalmente si ritrova per festeggiare qualcosa di bello.
E oggi si comincia davvero!
Si inaugurano i Giochi del Mediterraneo. Ma per Taranto questa giornata significa anche molto altro. Si inaugurano tanti impianti sportivi, ma soprattutto un nuovo stadio e Dio solo sa cosa significhi il calcio per i tarantini, quanto amore, quanta sofferenza, quanta appartenenza ci siano dentro i nostri colori.
Probabilmente stasera a più di qualcuno verranno gli occhi lucidi. Per lo stadio, per la festa, per tutta questa gente. Ma forse soprattutto per quello che questo momento sembra rappresentare.
Perché Taranto è una città che per troppo tempo è stata costretta a raccontarsi attraverso le proprie ferite. Una città millenaria ridotta troppo spesso, agli occhi del resto d’Italia, a una sola, sfortunata storia. E invece Taranto è mare, archeologia, cultura, sport, musica, bellezza. È una città affacciata nel cuore del Mediterraneo che ha molto più da mostrare di quanto il mondo abbia avuto occasione di vedere.
E allora guardarla oggi così viva, così piena, così al centro dell’attenzione per qualcosa di bello, inevitabilmente emoziona…
I Giochi sono sport, ma possono essere anche una vetrina e magari persino un piccolo nuovo inizio. L’occasione per ricordarci che Taranto può avere un futuro diverso da quello che per decenni ci è stato raccontato come “inevitabile”.
E c’è qualcosa di ancora più bello nel fatto che tutto questo accada proprio qui, nel cuore del Mediterraneo.
Mentre intorno a questo stesso mare e nel mondo continuano guerre, violenze e assurde prove di forza, Taranto in questi giorni accoglie persone con lingue, religioni, culture e bandiere diverse. Persone che si incontrano, gareggiano e alla fine si stringono la mano.
Forse è anche questo il messaggio più bello che possiamo mandare da qui: i popoli possono incontrarsi senza combattersi, le differenze possono essere una ricchezza e il Mediterraneo può tornare a essere un ponte invece che un confine.
Godiamocela, allora, questa Taranto.
Facciamola vedere. Raccontiamo il suo mare, la sua storia, i suoi luoghi nascosti. Facciamo in modo che chi è arrivato da lontano torni a casa portandosi dietro un pezzetto di questa città.
Abbiamo passato fin troppo tempo a raccontare le nostre ferite. Non le dimentichiamo e non smetteremo certo di lottare perché vengano finalmente rimarginate.
Ma oggi abbiamo anche il diritto di raccontare tutto il resto.
E magari quelle lacrime che stasera scenderanno davanti a uno stadio nuovo, a una città piena di gente e al Mediterraneo riunito qui, saranno anche per questo.
Perché dopo tanti anni passati ad aspettare un riscatto, abbiamo la sensazione che quel riscatto sia finalmente cominciato.
Che i Giochi abbiano inizio!
…E che per Taranto possa essere l’inizio di qualcosa di molto più grande…


