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Nello stesso giorno, tre esponenti di Fratelli d’Italia attaccano la Procura di Taranto.

Il senatore Matteo Gelmetti accusa i magistrati di aver impiegato troppo tempo negli accertamenti dopo l’esplosione e il sequestro dell’Altoforno 1, parlando di miliardi di danni causati dal mancato dissequestro.

L’onorevole Gianluca Caramanna attribuisce ai giudici circa 2,5 miliardi di mancata produzione e collega queste decisioni alla necessità di una riforma della giustizia.

Il deputato Giovanni Maiorano sottolinea che il protrarsi dello stallo sull’Altoforno 1 produce danni gravissimi a Taranto e all’intero sistema industriale nazionale, per lui il referendum sulla giustizia è un passaggio decisivo per garantire tempi certi e maggiore efficienza.

Chiariamo un punto.

L’Altoforno 1 non è esploso per caso.

È esploso per anni di incapacità politica. Impianti obsoleti, manutenzione trascurata, sicurezza ignorata. La colpa non è dei magistrati: Taranto non merita propaganda, merita responsabilità.

Non è stato sequestrato per capriccio.

È stato sequestrato dopo un’incidente grave. Il Governo ha chiesto 5 miliardi di danni ad ArcelorMittal per la gestione e la manutenzione degli impianti.

E oggi si sostiene che il danno economico sia responsabilità dei magistrati?

È un rovesciamento pericoloso.

Perché quando si insinua che una decisione giudiziaria “danneggia tutti”, e si evoca una riforma come risposta a quella decisione, il messaggio che passa è uno solo:

se la magistratura non decide come vogliamo, allora va cambiata.

Taranto non può diventare il terreno su cui si esercita pressione politica contro chi indaga.

La sicurezza viene prima della produzione.

il rispetto delle norme viene prima dei comunicati stampa.

L’autonomia della magistratura non è un ostacolo: è una garanzia costituzionale.

Chi usa una tragedia industriale per fare propaganda dimostra che Taranto conta meno dei loro slogan.

Chiediamo serietà.